in foto: Memoria e cervello

Le persone che soffrono di perdita della memoria potrebbero un giorno usufruire di una protesi al cervello capace di bypassare le parti danneggiate riuscendo a mantenere i ricordi. A darne notizia sono i ricercatori della University of Southern California e del Wake Forest Baptist Medical Center che hanno presentato la loro scoperta al 37esimo Annual International Conference of the IEEE Engineering in Medicine and Biology Society. La protesi, che include un insieme di elettrodi impiantati nel cervello, è già stata testata in laboratorio sugli animali e presto verrà valutata anche sui pazienti umani.

Ma come immagazziniamo i ricordi? Quando il nostro cervello riceve un input sensoriale, crea un ricordo sotto forma di un segnale elettrico complesso che viaggia attraverso le varie regioni dell’ippocampo, responsabile delle memoria a lungo termine e della navigazione spaziale. Qui, il segnale viene rielaborato e codificato fino a trasformarsi completamente per poi essere spedito nella memoria a lungo termine.

Se qualsiasi tra le varie regioni dell’ippocampo viene danneggiata, la memoria a lungo termine rischia di non formarsi: questo spiega perché coloro che hanno l’ippocampo danneggiato, come i malati di Alzheimer, riescono a ricordarsi di eventi passati mentre dimenticano quelli appena trascorsi. La protesi riesce a cogliere il segnale proveniente dalla memoria a breve termine e di “tradurlo” correttamente in modo da inviarlo a quella a lungo termine, come se fosse un traduttore.

Per riuscirci, hanno analizzato i segnali elettrici che si creano durante la formazione della memoria nell’ippocampo e la loro trasformazione al passaggio da un punto all’altro. Ovviamente il percorso per arrivare alla realizzazione di una vera protesi è ancora lungo, ma i ricercatori sono già al lavoro.