Una persona su quattro è esposta al fumo passivo sul posto di lavoro, a darci questa notizia sono i ricercatori dell'Imperial College di Londra che hanno presentato il loro studio in occasione dello European Respiratory Society (ERS) International Congress che si è tenuto in questi giorni a Milano. Ma come è possibile? E quali sono i rischi?

Passato, presente e futuro. Come sappiamo, in molti Paesi europei, 28 nello specifico, è stato introdotto il divieto di fumare nei luoghi pubblici, in Italia la legge antifumo è entrata in vigore nel 2003 e da allora i nostri vestiti e i nostri capelli hanno smesso di ‘puzzare' di sigaretta a fine serata, mentre i fumatori hanno imparato a contrastare le peggiori condizioni climatiche pure di accedere al tabacco. Il divieto ha permesso a molte persone senza il vizio di evitare di entrare in contatto con le sostanze cancerogene contenute appunto nel fumo. Nel dettaglio, i ricercatori sostengono che tra il 2009 e il 2014 il numero di persone esposte al fumo passivo nei bar è passato da una su due (45,1%) nel 2009 a una su quattro (25,1%) nel 2014, mentre nei ristoranti è passato da una su tre (30,2%) nel 2009 a una su nove (11,8%) nel 2014.

Al lavoro troppo fumo. Lo stesso discorso però non vale per quanto riguarda i luoghi di lavoro al chiuso. In questo caso, i ricercatori fanno sapere che il numero delle persone esposte è aumentato: è infatti passato dal 23,8% nel 2009 al 27,5% nel 2014.

Rischi per la salute. Il dato emerso è preoccupante poiché il fumo, attivo o passivo che sia, è pericoloso per la nostra salute: come spiegao i ricercatori dell'Imperial College, “incrementa il rischio di infarti, problemi cardiaci e cancro ai polmoni, oltre ad essere responsabile di 600.000 morti premature ogni anno in tutto il mondo”.

Come intervenire. Per i ricercatori è dunque necessario intervenire per impedire che il numero di persone ‘vittime' di fumo passivo incrementi ancora di più e per farlo bisogna pensare a leggi ancor più restrittive.