Per poterli ammirare basta pochissimo: una finestra e un cielo sgombro da nubi. Bisogna quindi approfittare dell'allineamento planetario, protagonista dei cieli di fine gennaio e visibile fino alla metà di febbraio. L'unica seccatura per qualcuno potrebbe essere quella di doversi svegliare piuttosto presto, circa un'ora prima dell'alba, ma si tratta senz'altro di uno sforzo che promette una ricca ricompensa.

Lo spettacolo di Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno, visibili tutti assieme ed allineati, come se fossero disposti lungo una linea immaginaria, non si verificava infatti dal 2005. La rarità, in questo caso, è rappresentata soprattutto da Mercurio che, benché basso sull'orizzonte, costituisce l'aspetto più insolito di questa configurazione: gli altri Pianeti, invece, sono spesso presenti nei cieli durante le ultime ore della notte, prima che la luce solare "cacci" via gli astri dalla volta.

Naturalmente non abbiamo a che fare con un fenomeno raro o scientificamente rilevante: il tutto è determinato esclusivamente dalle posizioni reciproche e, come nel caso delle congiunzioni planetarie ad esempio, quella che ci sembra una maggiore o minore vicinanza è semplicemente il risultato di un effetto ottico. Questo, comunque non toglie bellezza ai cinque pianeti che ci appariranno "in fila", su una retta che va da sud est ad ovest. I più brillanti saranno Venere e Giove, Marte si distinguerà per il suo colorito rossastro, mentre più difficile sarà individuare Saturno (che però si trova tra Marte e Venere) e il piccolo Mercurio che, più basso sull'orizzonte, chiuderà la fila.

Ma come osservare questo spettacolo? Come spiegano gli esperti dell'INAF, la Luna può essere utilizzata come una guida dal momento che, dalla fine di gennaio, si sposterà e transiterà "accanto" a ciascun Pianeta: prima Giove, poi Marte, Saturno e Venere; l'ultimo falcetto del 7 febbraio si collocherà proprio al di sotto di Mercurio. Dopodiché, per vedere nuovamente i cinque Pianeti assieme, bisognerà aspettare il cielo notturno del prossimo agosto; nell'emisfero australe, però, la visibilità sarà decisamente migliore.