Per qualche ora siamo rimasti con il fiato sospeso, in attesa di sciogliere la riserva: segnale alieno o semplice interferenza terrestre? Poi la risposta è arrivata, distruggendo il sogno di essere finalmente entrati in contatto con ET.

Il sistema HD 164595.

Tutto è cominciato quando il radiotelescopio RATAN-600 di Zelenchukskaya, posto sul versante settentrionale delle montagne caucasiche, ha captato “qualcosa” che ha messo subito in stato di allerta il SETI (Search for Extraterrestrial Intelligence, il programma di ricerca dedicato alla ricerca di vita extraterrestre intelligente), generando solo negli ultimi giorni grande attenzione mediatica: un segnale apparentemente anomalo, proveniente da una fonte collocata a circa 95 anni luce da noi, in direzione della Costellazione di Ercole, e in particolare dal sistema HD 164595.

Il sistema, in verità, è già noto agli scienziati; di poco più antico del nostro, presenta una stella abbastanza simile al Sole in termini di dimensioni e luminosità e un solo Pianeta grande quanto Nettuno ma in un'orbita talmente stretta da farne un luogo decisamente inospitale per la vita. Certo è, però, che di Pianeti attorno alla stella potrebbero essercene altri, magari non ancora osservati: il misterioso segnale, dunque, potrebbe provenire da uno di questi? Magari da una società tecnologicamente avanzata e, quindi, in grado di comunicare attraverso gli spazi del cosmo?

Un segnale isolato.

Adesso, però, è forse giunto il momento di tornare letteralmente con i piedi per terra. L'enigma, infatti, è immediatamente passato al SETI e agli scienziati dell'università di Berkeley che si sono attivati per spiegare questa “anomalia”. Dopo diverse ricerche, grazie al radiotelescopio multiplo interferometrico Allen Telescope Array, è arrivata una sentenza che sa di delusione.

Va detto che gli scienziati del settore erano partiti con molta prudenza per diversi motivi: in primo luogo per le caratteristiche “inusuali” del telescopio coinvolto, un anello dal diametro di 577 metri che può indagare su uno specifico arco di cielo; ma anche perché il segnale era stato registrato una sola volta, il 15 maggio del 2015, con altri 38 tentativi che non hanno dato alcun risultato (sì, a rendere curiosa l'intera vicenda c'è anche il fatto che sia diventata celebre praticamente ad oltre un anno di distanza dalla "scoperta"). Nelle ultime ore, quindi, dal SETI hanno fatto sapere che un ulteriore “sguardo” in cerca di emissioni radio provenienti dalla stella HD 164595 ha portato a concludere che la trasmissione captata da RATAN potrebbe essere attribuibile ad una interferenza strumentale o a qualche altro artefatto, frutto esclusivamente della tecnologia umana.

Non c'è vita intelligente nello spazio, dunque? Certamente non è questa la conseguenza diretta dello studio: forse non c'è alcuna civiltà aliena che abita il sistema HD 164595, o magari semplicemente c'è qualcosa ma non sta cercando di comunicare con noi. Tutto questo non significa che dobbiamo smettere di cercare al di là del nostro cielo.