in foto: L'ammasso insolito Terzan 5 (Crediti: ESO/F. Ferraro)

Il suo nome è Terzan 5 e si trova a circa 19.000 anni luce di distanza dalla Terra, in direzione del centro della nostra Galassia, quindi nella costellazione del Sagittario: le sue caratteristiche sono state studiate da un gruppo internazionale di astronomi che si è servito del Very Large Telescope (VLT) dell'European Southern Observatory, posto nel deserto cileno di Atacama.

"Un legame tra il presente e il passato della Galassia"

Terzan 5 era stato già classificato come un ammasso globulare all'epoca della sua identificazione, una quarantina d'anni fa, ossia come un ammasso di forma sferoidale che, come un satellite, ruota attorno al centro di una galassia. Nuovi studi, però, hanno dimostrato che si tratta di un ammasso diverso da tutti quelli noti poiché contiene stelle molto simili alle più antiche della nostra galassia: ecco perché è stato già definito come un fossile della Via Lattea primordiale, un oggetto che potrebbe rappresentare un legame tra il passato e il presente della galassia.

Un fossile vivente.

Grazie allo strumento Multi-conjugate Adaptive Optics Demonstrator, installato sul VLT, e grazie ai dati di molti altri telescopi sia da terra sia dallo spazio come Hubble, i ricercatori hanno scoperto che Terzan 5 ospita almeno due tipi di stelle diversi non soltanto per gli elementi costituenti ma anche per l'età che differisce di circa 7 miliardi di anni. Ciò implica due distinti episodi di formazione stellare e quindi che l'oggetto antenato di Terzan 5 avesse sufficienti quantità di gas per consentire una seconda generazione di stelle e che fosse "relativamente massiccio, almeno 100 milioni di volte la massa del Sole", ha spiegato Davide Massari, coautore dello studio guidato dall'Istituto Nazionale di Astrofisica e dall'università olandese di Groningen. Tali insolite proprietà, quindi, si spiegano ipotizzando che Terzan 5 sia un fossile vivente, risalente ai primi giorni della Via Lattea.

Un mucchio di gas rimasto indisturbato.

Qualcosa come un mucchio di gas e stelle rimasto sostanzialmente indisturbato fin dai primordi all'interno della galassia, mentre gli altri interagivano "per formare il rigonfiamento centrale ai primordi della Via Lattea, fondendosi e dissolvendosi durante il processo"; qualcosa che, quindi, consente agli astronomi di ricostruire passaggi importanti della storia galattica se si considera che le sue proprietà lo rendono simile alla popolazione stellare che si trova nel rigonfiamento stellare, ossia la regione compatta al centro della Via Lattea, e che, quindi, potrebbe essere uno dei primi mattoni della galassia.

In qualche modo Terzan 5 è riuscito a sopravvivere per miliardi di anni, conservandosi come testimonianza del più remoto passato di questa porzione di Universo: la sua massa originaria, spiegano i ricercatori, doveva essere simile a quella degli enormi cumuli di gas che si suppone si siano formati nel rigonfiamento stellare circa 12 miliardi di anni fa.

Ecco perché la scoperta offre una strada possibile per svelare molti dei segreti della formazione della galassie e un modo per spiare all'interno della complicata e lunghissima storia della Via Lattea: esattamente come accade quando ci si imbatte in un fossile che può aiutare a ricostruire la altrettanto complessa storia dell'umanità.