Un team di ricercatori dell'Università del Texas di Austin ha scoperto che alcuni elementi presenti nelle bucce di mela, nell'uva rossa e nella curcuma, una delle spezie principali del curry, riescono ad ostacolare efficacemente la crescita del tumore alla prostata, uno dei più diagnosticati in assoluto. In Italia, se si escludono i carcinomi della pelle, per gli uomini si trova al primo posto (19 percento). A differenza di molti altri studi analoghi, quello condotto dagli studiosi americani ha voluto testare gli effetti di più sostanze nutritive e non di una sola, determinando l'efficacia di alcune specifiche combinazioni.

“Dopo lo screening di una libreria composti naturali, abbiamo testato combinazioni di sostanze nutritive che sul cancro alla prostata hanno un effetto migliore rispetto ai farmaci esistenti”, ha sottolineato con entusiasmo l'autore principale dello studio, il professore di origini italiane Stefano Tiziani, docente presso il Dipartimento di Scienze Nutrizionali e Dell'Istituto di Ricerca Pediatrica dell'ateneo di Austin. “La bellezza di questo studio – ha proseguito Tiziani – è che nei topi siamo stati in grado di inibire la crescita del tumore senza tossicità”.

In tutto i ricercatori hanno testato in vitro 142 distinti composti, sia su colture di cellule umane che su quelle di topo, e quelli che hanno dato i risultati migliori sono stati somministrati ad animali affetti da cancro alla prostata, per verificarne gli effetti sulle dimensioni del tumore. I più efficaci sono stati tre, già ben noti alla scienza per le loro proprietà antitumorali ed antiinfiammatorie: l'acido ursolico, presente nelle bucce di mela, nel rosmarino e anche nelle “belle di notte”; il resveratrolo, prezioso fenolo non flavonoide che si trova nella buccia dell'uva rossa e la curcumina, sostanza che dà il caratteristico colore giallognolo al curry.

I ricercatori hanno scoperto che l'azione di queste sostanze è particolarmente virtuosa quando operano in sinergia: ad esempio, l'acido ursolico combinato con uno degli altri due elementi impedisce ai tumori di consumare glutammina, un amminoacido che utilizzano per i processi di crescita e proliferazione. Il consumo di questi elementi in una dieta sana ed equilibrata concordata col proprio nutrizionista potrebbe dunque avere una forte azione preventiva nello sviluppo di questa tipologia di cancro. Del resto, è la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità a specificare che un terzo dei decessi per cancro potrebbe essere evitato grazie a un regime alimentare che integri specifici composti naturali. I dettagli dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Precision Oncology.

[Foto di Marco Roosink]