Un team di ricerca internazionale guidato dallo Space Telescope Science Institute di Baltimora (Maryland) della NASA ha risolto un antico puzzle astronomico, individuando nella Nebulosa di Orione una velocissima stella solitaria – tecnicamente chiamata ‘fonte X' – che faceva parte di un sistema stellare multiplo, spezzatosi 540 anni fa. Gli studiosi, coordinati dall'astronomo Massimo Robberto, stavano analizzando le immagini scattate nel 2015 dalla Wide Field Camera 3 del Telescopio Hubble, per confrontarle con quelle ottenute dalla Near Infrared Camera e dal Multi-Object Spectrometer (NICMOS) nel 1998; lo scopo delle osservazioni era la caccia ai cosiddetti pianeti canaglia, quelli che fluttuano nello spazio senza essere associati a una stella. La Nebulosa di Orione, a 1.300 anni luce da noi, è la regione di formazione stellare più vicina al Sistema solare, ed è ricchissima di fenomeni interessanti da carpire, come quelli dei pianeti canaglia. Durante il confronto tra le immagini, gli astronomi si sono accorti dello spostamento di una stella, che risultava essere 30 volte più veloce rispetto a corpi celesti analoghi nella nebulosa (ben 200mila chilometri orari).

La disgregazione del sistema stellare multiplo, a causa delle forza gravitazionaliin foto: La disgregazione del sistema stellare multiplo, a causa delle forza gravitazionali

Dopo averne calcolato la traiettoria, il team di Robberto ha scoperto che essa 540 anni fa (nel 1470) si trovava nell'esatto punto – una regione di stelle giovani chiamata Nebulosa Kleinmann-Low – dal quale erano partite altre due stelle note, Becklin-Neugebauer (BN) e ‘fonte I'. Questi due corpi celesti viaggiano in direzione opposta ad alta velocità, e secondo gli studiosi sono stati protagonisti di una ‘guerra gravitazionale' all'interno di un sistema stellare multiplo, fino alla loro espulsione. Calcolandone i valori energetici, tuttavia, i conti non tornavano: nella lotta interna al sistema stellare doveva essere presente almeno una terza stella, che è stata proprio individuata in fonte X a causa della sua origine e velocità.

La posizione e la traiettoria delle 3 stelle espulse nella Nebulosa di Orionein foto: La posizione e la traiettoria delle stelle espulse nella Nebulosa di Orione

“Le nuove osservazioni di Hubble forniscono un'evidenza molto forte che le tre stelle sono state espulse da un sistema stellare multiplo”, ha sottolineato uno degli autori della ricerca, l'astronomo Kevin Luhman della Penn State University. La risoluzione di questo puzzle astronomico, che richiederà ulteriori conferme, giunge a 50 anni esatti dalla scoperta della stella BN, la cui velocità fu tuttavia misurata solo nel 1995 (60mila miglia orarie). Fonte I, che viaggia a 22mila miglia orarie, fu invece rilevata solo attraverso le onde radio, poiché completamente avvolta da polveri e invisibile agli strumenti basati sull'infrarosso. I dettagli dell'affascinante scoperta diffusa dalla NASA sono stati pubblicati sulll'autorevole The Astrophysical Journal Letters.

[Foto di NASA/ESA]