I ricercatori sono riusciti a modificare il genoma dei maiali in modo da renderli compatibili per i trapianti su esseri umani: questo significa che un giorno potremo forse allevare questi animali per utilizzarli come ‘magazzini' di organi da utilizzare per noi. La ricerca, intitolato “ Inactivation of porcine endogenous retrovirus in pigs using CRISPR-Cas9” è stata pubblicata su Science e mostra come l'editing genetico sia facendo passi da gigante tali da portarci addirittura a credere che in futuro le liste d'attesa per i trapianti non saranno più così lunghe. Certo, l'allevamento di maiali ad hoc con l'unico scopo di essere messi al mondo per essere utilizzati come fabbriche di organi apre un dibattito etico che non facilmente troverà una soluzione.

Retrovirus pericoloso. I maiali sono da anni oggetto di ricerche nel campo dei trapianti impossibili a causa della presenza di un retrovirus (PERVs) che può essere trasmesso da una cellula all'altra.

Editing genetico in aiuto. Grazie all'editing genetico, quella tecnica per cui parti di DNA ‘difettose' vengono tagliate e sostituite da altre ‘sane', gli scienziati sono riusciti a rimuovere questo retrovirus dal genoma dei maiali riuscendo di fatto ad aprire la strada ai trapianti maiali-animali.

La sperimentazione. Il team di ricercatori ha sperimentato il trapianto su animali vivi e ha dimostrato la possibilità di disattivare questi retrovirus dagli embrioni dei maiali che di fatto sono nati senza alcuna traccia di PERVs. I neonati sono sopravvissuti più di quattro mesi dalla nascita.

Xenotrapianti ed etica. Gli xenotrapianti, questo è il nome dei trapianti tra specie diverse, rappresentano un obiettivo scientifico importantissimo che potrebbe salvare la vita a moltissime persone che oggi muoiono in attesa di un organo. Allo stesso tempo però questa tipologia di trapianti apre questioni etiche da non sottovalutare: è giusto allevare esseri viventi con l'unico scopo di essere utilizzati come ‘magazzini' di organi?