Il suo nome è Calliophis bivirgata, ma è conosciuto anche come serpente blu corallo o serpente blu corallo della Malesia, di lui sappiamo che è coraggioso e che è dotato di un veleno potentissimo che si comporta in maniera diversa rispetto a quelli utilizzati dai suoi conspecifici. A fare questa scoperta sono stati i ricercatori della University of Queensland che su Toxins hanno pubblicato lo studio intitolato “The Snake with the Scorpion’s Sting: Novel Three-Finger Toxin Sodium Channel Activators from the Venom of the Long-Glanded Blue Coral Snake (Calliophis bivirgatus)” attraverso il quale di spiegano anche perché questo veleno potrà tornarci utile.

Il serpente blu corallo proviene dal sudest dell'Asia, è lungo circa 1,8 metri ed è velenoso. Negli ultimi secoli ha ucciso solo due persone perché tendenzialmente scappa dall'essere umano, e per fortuna, verrebbe da dire. Se i veleni degli altri serpenti hanno un effetto più prolungato nel tempo e rallentano lentamente le funzioni vitali delle loro vittime, quello del Calliophis bivirgata agisce invece immediatamente provocando dolori atroci e morte certa. Ma perché?

Una particolarità di questo serpente è che i suoi pasti preferiti sono rappresentati da altri serpenti particolarmente velenosi, ad esempio il cobra reale. È chiaro che per riuscire ad uccidere un cobra reale prima che questo riesca a far fuori, a sua volta, il serpente blu corallo, è necessario che quest'ultimo sia dotato di un'arma più potente e più rapida: ecco perché il suo veleno è così potente.

In un solo morso, il veleno del serpente blu corallo “frigge” completamente i nervi della vittima che viene colta, prima di morire, da convulsioni e paralisi. E come ci riesce? I ricercatori spiegano che questa sostanza, una tossina chiamata calliotossina, riesce ad attaccare i canali del sodio responsabili dell'attivazione e disattivazioni dei nervi.

Non finisce qui. Quanto scoperto, oltre ad essere interessante da un punto di vista biologico, è utile da un punto di vista farmacologico. Secondo gli scienziati infatti comprendere il funzionamento di questo veleno ci permetterà in futuro di creare antidolorifici più efficaci di quelli attualmente in commercio perché questa tipologia di farmaco mira proprio agli stessi canali di sodio.

[Foto copertina di Tom Charlton]