in foto: Credit: German Archaeological Institute

Archeologi del German Archaeological Institute di Berlino hanno rinvenuto nell'affascinante sito turco di Gobekli Tepe frammenti di tre crani incisi, le cui scanalature suggeriscono l'esistenza di un antichissimo e sconosciuto ‘culto del teschio' già nel Neolitico. Posizionato ai confini con la Siria, il sito archeologico fu infatti costruito nel 9.500 avanti Cristo, e oltre ad ospitare il più antico tempio in pietra, in esso sono stati rinvenuti numerosissimi reperti di interesse scientifico; dalle famose stele a forma di T, circa una quarantina raffiguranti principalmente animali e forme geometriche, alle decine di migliaia di frammenti ossei, sia di animali che di uomini.

Credit: Julia Gresky, DAIin foto: Credit: Julia Gresky, DAI

Si ritiene che nell'area si praticassero sacrifici, e i resti dei tre crani recuperati dal team di studiosi tedeschi, coordinati dall'archeologa del Julia Gresky, suggeriscono che siano stati incisi poco dopo la decapitazione e la successiva rimozione della carne. Dalle analisi microscopiche sono emerse profonde scanalature lungo il piano sagittale con spessore variabile dai 0,2 ai 4 millimetri, dove probabilmente veniva scorrere un filo di ocra rossa che poi fuoriusciva da un foro, praticato poco più in alto della zona occipitale. Verosimilmente, al termine del rituale i crani venivano issati su pali, come veri e propri simboli per minacciare potenziali nemici. Poiché non si evidenzia ricrescita ossea lungo i margini trattati, le incisioni sono state sicuramente praticate dopo la morte, inoltre altre analisi indicano che non sono stati fatti sicuramente da animali, ma da strumenti in pietra.

Quello osservato a Gobekli Tepe non è naturalmente l'unico ‘culto del teschio' scoperto, ma è senza dubbio il più antico. I teschi, in passato, erano molto apprezzati per la venerazione degli antenati e perché vi era il convincimento generale che essi fornissero proprietà protettive, dunque in diverse culture si osservano decorazioni e incisioni tipiche di questa parte anatomica. Quelli del sito turco hanno probabilmente una storia più macabra alle spalle, come hanno suggerito gli scienziati nell'articolo pubblicato su Science Advances.

Credit: Julia Gresky, Juliane Haelm, DAIin foto: Credit: Julia Gresky, Juliane Haelm, DAI

Gobekli Tepe è balzato recentemente agli onori della cronaca per la scoperta di una stele peculiare, quella dell'avvoltoio, nella quale i simboli, secondo i ricercatori dell'Università di Edimburgo rappresentano la caduta di uno sciame meteoritico sulla Terra circa 13mila anni fa, che provocò moltissimi morti e devastazione.

[Foto e ricostruzioni di Julia Greski/German Archaeological Institute]