"È un qualcosa di meraviglioso", così gli scienziati della Nasa hanno annunciato le prime e inedite immagini di Plutone fotografato dalla sonda New Horizons dopo un lungo viaggio durato anni. E in effetti le immagini scattate ieri dalla sonda durante il volo radente sull'ex nono pianeta ai confini del sistema solare sono straordinarie e possono dirci molto di più di quanto sapessimo sul pianeta nano e le sue lune. Secondo una prima e sommaria analisi delle immagini, infatti, si è scoperto che vicino all'equatore di Plutone sono presenti delle montagne di recente formazione alte fino a 3.500 metri ma soprattutto ghiaccio d'acqua. Le montagne sembra siano recenti, cioè con meno di 100 milioni di anni , e potrebbero essere composte da un misto di roccia e ghiaccio d’acqua. "Vediamo ghiaccio d'acqua su Plutone per la prima volta. Possiamo essere abbastanza certi che l'acqua c'è in grande abbondanza" hanno spiegato gli scienziati nel corso di un'applaudita conferenza stampa. Gli altri dati raccolti dalla sonda invece mostrato che buona parte della superficie di Plutone è coperta da metano ghiacciato il cui spessore varia da zona a zona. Secondo gli esperti non è esclusa la presenza di vulcani, che però non erutterebbero lava ma azoto, metano e monossido di carbonio.

Dalle foto ravvicinate scattate da New Horizons si è potuto verificare anche la composizione di due dei suoi satelliti, Idra e Caronte. In particolare la scoperta di maggior rilevanza riguarda la piccola luna Idra, un corpo celeste scoperto solo nel 2005 che misura 43 chilometri per 33, e che sembra composta prevalentemente da ghiaccio d'acqua. Il satellite più grande e vicino a Plutone, Caronte, invece sembra caratterizzato da una superficie giovane, segnata da molti crateri e da un canyon profondo fino a 9 chilometri, indizi di possibile attività geologica. Anche qui sembra esserci molto ghiaccio d’acqua.

Comprensibile dunque l'esultanza degli addetti al centro di Cape Canaveral quando New Horizons ha ‘telefonato a casa' inviando un segnale chiaro di missione compiuta dopo aver tenuto per ore tutti con il fiato sospeso: era il segnale che il passaggio ravvicinato era avvenuto con successo e che la sonda godeva di ottima salute. Eppure si tratta solo del’inizio: Altre immagini e dati raccolti durante il sorvolo a 12500 chilometri di distanza continueranno ad arrivare per i prossimi 16 mesi a tutti i centri terrestri abilitati a ricevere i dati della missione. Foto e informazioni che aiuteranno gli scienziati a conoscere e studiare la composizione di questi corpi celesti e dunque anche molti fenomeni ad essi collegati.