Un team di ricercatori dell'Università del Nevada (Las Vegas) e del Lawrence Berkeley National Laboratory ha scoperto che sulla superficie di Marte, in passato, potrebbe esservi stata molto più acqua di quella suggerita dalle teorie accreditate. Gli studiosi coordinati dal professor Oliver Tschauner, esperto di cristallografia dell'ateneo americano, per giungere a questa conclusione hanno effettuato un curioso esperimento ‘esplosivo' utilizzando una variante sintetizzata del minerale whitlockite, una forma peculiare del calcio fosfato che è ricca di idrogeno, dettaglio che lo associa intimamente all'acqua.

ncomms14667-f1in foto: I raggi–x evidenziano la trasformazione in merrillite – Foto di UNLV

Dopo aver fissato il minerale sintetico, i ricercatori lo hanno letteralmente bombardato con piastre di metallo sparate da una pistola a gas, a una velocità di 2.700 chilometri orari (800 metri al secondo), al fine di simulare gli impatti degli asteroidi con la superficie del pianeta rosso. Attraverso l'analisi microscopica ai raggi-x, effettuata presso il Berkeley Lab's Advanced Light Source (ALS) e l'Argonne National Laboratory's Advanced Photon Source (APS), è emerso che la whitlockite si è parzialmente trasformata in merrillite, un minerale analogo ma del tutto disidratato. Nell'area di impatto delle piastre metalliche la conversione è stata del 36 percento.

Altro dettaglio che mostra la trasformazione del mineralein foto: Altro dettaglio che mostra la trasformazione del minerale

La merillite non è un minerale naturalmente presente sulla Terra e si trova solo sui meteoriti di origine marziana. A causa del livello di disidratazione, questo minerale è stato spesso utilizzato per spiegare l'aridità del pianeta rosso, tuttavia, secondo gli autori dello studio, essa non sarebbe altro che il risultato della trasformazione della whitlockite in merrillite, legata al catastrofico impatto che ha generato i meteoriti. “Se anche una parte di merrillite è stata whitlockite in precedenza, ciò cambia il bilancio idrico di Marte in maniera sostanziale”, ha sottolineato l'autore principale dello studio. In parole più semplici, il pianeta avrebbe avuto acqua in abbondanza sulla sua superficie, e i meteoriti ‘aridi' che sono giunti fin sulla Terra sarebbero stati semplicemente prosciugati dalla potenza e dal surriscaldamento innescati dall'impatto con un asteroide. Tale evento sarebbe avvenuto tra i 150 e i 486 milioni di anni fa. I dettagli dello studio sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica Nature Communications.

[Immagine di NASA]