Se un essere umano si fosse ritrovato sul pianeta all'epoca, avrebbe potuto tranquillamente bere

John Grotzinger
Non sappiamo se siano mai esistiti i marziani, ma una cosa appare invece certa: Marte, se non abitata, in passato doveva essere abitabile. A confermarlo è la Nasa stessa, che grazie al rover Curiosity ha potuto appurare l'esistenza di idrogeno, ossigeno e carbonio. Curiosity fu spedita su Marte ad agosto del 2012, quando iniziò ha girare per il Pianeta rosso con l'obiettivo di trovare tracce di vita. Da allora la svolta alle ricerche è stata data dalla prima trivellazione della sonda in quello che doveva essere un letto fluviale, così come sembrava dimostrare l'arrotondamento delle pietre sul suolo. Da uno dei campioni prelevati è emersa la presenza di un ambiente umido non troppo acido, ossidato né salato. Le tracce di argilla, solfati ed altre sostanze dimostrerebbero dunque la presenza di un territorio abitabile.

Gli indizi sull'abitabilità di Marte sono stati molteplici, ma ora sembra si sia giunti quasi alla certezza. Già nel momento in cui Curiosity ha scavato e ha fatto emergere dal suolo un terreno colorato di grigio e non di rosso, gli esperti hanno pensato che si trattasse di un buon segnale. Come afferma John Grotzinger, principale ricercatore della missione, "Un Marte grigio suggerisce abitabilità", perché il rosso segnala la presenza di ossido di ferro capace di distruggere la vita. Ora però si va oltre le ipotesi e le speranze. Grotzinger ha infatti immaginato la presenza di un lago laddove Curiosity ha inserito la sua trivella. Ha poi aggiunto con entusiasmo che "Se un essere umano si fosse ritrovato sul pianeta all'epoca, avrebbe potuto tranquillamente bere l'acqua che era lì".