in foto: Rappresentazione artistica di Encelado (Credits: NASA/JPL–Caltech)

Ormai gli scienziati sanno che il nostro Sistema Solare è inondato di acqua. Negli ultimi anni sono stati individuati diversi mondi che mostrano fortissimi indizi di mari nascosti al di sotto delle loro superfici: Ganimede, Europa e Callisto, satelliti di Giove, ma anche Titano ed Encelado, lune di Saturno.

Sotto una crosta di ghiaccio.

Una nuova ricerca, realizzata grazie ai dati raccolti dalla missione Cassini, sembrerebbe confermare che ci sia un oceano globale nascosto dalla crosta ghiacciata di Encelado: caratteristiche oscillazioni orbitali del satellite, secondo gli studiosi della Cornell University di Ithaca, New York, potrebbero essere spiegate soltanto supponendo che il guscio di ghiaccio esterno si presenti in maniera diversa al proprio interno, ossia come un immenso oceano che avvolge l'intero globo della luna.

Questo significa che quei geyser già individuati tempo fa da Cassini, che spruzzano vapore acqueo, frammenti di ghiaccio e molecole organiche semplici e che sono creati da fratture localizzate nei pressi del Polo Sud, sarebbero alimentati da questa vastissima riserva d'acqua.

Rappresentazione artistica della superficie di Encelado, con un caratteristico geyserin foto: Rappresentazione artistica della superficie di Encelado, con un caratteristico geyser

Non un lago ma un oceano globale.

Indagini condotte in precedenza – sempre grazie ai dati di Cassini – avevano già suggerito che su Encelado fosse presente un oceano: solo che si pensava ad un vasto specchio d'acqua al di sotto della regione polare meridionale. Gli scienziati hanno analizzato sette anni di immagini raccolte dalla sonda prima di giungere alla conclusione che, con tutta probabilità, l'oceano in questione è in realtà globale.

«È stato un bel problema che ha richiesto anni di osservazioni e calcoli, coinvolgendo diverse discipline, ma adesso confidiamo nel fatto di aver finalmente capito bene» ha spiegato Peter Thomas, membro del Cassini imaging team presso la Cornell University e principale autore dello studio pubblicato da Icarus.

Oscillazioni.

I ricercatori si sono soffermati su un fenomeno in particolare: una leggera oscillazione del satellite, nota come librazione, che, benché sia piuttosto debole, risulta più elevata di come dovrebbe essere qualora la crosta ghiacciata fosse saldamente attaccata al nucleo roccioso. Ciò implica che lo strato liquido al di sotto deve essere più profondo di quanto ipotizzato: infatti se la superficie e il nucleo fossero rigidamente interconnessi, spiegano i ricercatori, il nucleo manterrebbe ben salda la calotta di ghiaccio, dando luogo ad un'oscillazione di gran lunga più lieve di quella registrata dagli strumenti.

«Questo prova che ci deve essere uno strato globale di liquido che separa la superficie dal nucleo» spiega Matthew Tiscareno, del SETI Institute, uno degli autori dello studio. E senz'altro conferma che Encelado deve essere un mondo estremamente interessante, con la sua geologia attiva e i suoi spruzzi di vapore a grandi velocità.