in foto: Lo "Iettatore", interpretato da Totò.

Potremmo dire che Venerdì 17 si "festeggia" la giornata mondiale della eptacaidecafobia, ovvero la paura del numero 17, che quando compare nelle date il Venerdì raggiunge il suo massimo livello di creduloneria. Sulle superstizioni si è studiato molto più di quanto si possa pensare. Il comportamento superstizioso potrebbe anche non essere del tutto razionalizzato da chi lo compie, come dimostrerebbe uno studio che fece epoca, tutt'oggi citato nelle Università: si tratta dell'esperimento sulla "superstizione animale" di Skinner.

Cos'è la superstizione? Lo scienziato progettò delle gabbie per i piccioni da lui studiati, definite da allora "gabbie di Skinner". Con una leva i volatili potevano ottenere del cibo. Comprensibilmente non impiegarono molto ad imparare a usarla. Un giorno però Skinner isolò un piccione in una delle sue gabbie. Il dispensatore fu collegato ad un meccanismo che rendeva casuale il rilascio del cibo. Il risultato fu sorprendente: l'uccello tendeva a ripetere lo stesso comportamento casuale compiuto prima che il cibo venisse dispensato; quando Skinner replicò l'esperimento con altri piccioni ottenne da questi animali i comportamenti più strani. Concluse così che la suprestizione fosse da considerare un difetto del comportamento. Va detto che l'esperimento di Skinner non è immune da critiche e la sua teoria è ancora dibattuta. Ma forse è la migliore spiegazione che possiamo darci come risposta alla sopravvivenza, nella nostra civiltà cosiddetta "avanzata", di comportamenti e credenze superstiziose, vale a dire totalmente prive di fondamento. Questo significherebbe che nessuno di noi è immune dalla superstizione, anche se magari non ci diamo spiegazioni a riguardo. Facciamo gli scongiuri quando ci passa un gatto nero davanti perché fin da piccoli lo abbiamo visto fare da altri, senza necessariamente credere che episodi del genere siano "magici". Forse anche il Venerdì 17 è uno di questi casi.

Origini della credenza. Il 17 in sé non è considerato foriero di sventure in tutte le culture, anche quando viene associato al Venerdì. Tale giorno "porta sfortuna" generalmente nei paesi di origine greca o latina, come l'Italia. Nei paesi anglosassoni lo stesso discorso vale solo per Venerdì 13. L’origine della superstizione potrebbe spiegarsi con il confluire di due elementi nefasti: il 17 in numero romano si scrive "XVII", che anagrammato da la parola latina "VIXI", "vissi", quindi "ora sono morto"; il Venerdì Santo invece abbiamo la crocifissione di Cristo.

Storia e psiche per "scongiurare la sfortuna". Oggi è possibile verificare attraverso la storiografia se per caso in passato durante questa data si sia registrato frequentemente un evento particolarmente negativo. Guarda caso non esistono studi degni di questo nome che lo dimostrano. Se facessimo dei sondaggi probabilmente scopriremmo che molte persone sono convinte delle proprietà negative del Venerdì 17, questo perché tendiamo – specialmente se appositamente suggestionati – a ricordare solo ciò che conferma le nostre credenze, scartando tutte le volte in cui non avvengono fenomeni che le contraddicono. Ma c'è di peggio: possiamo anche diventare noi stessi – in maniera del tutto inconsapevole – la causa delle sventure che ci sono capitate Venerdì 17, mediante il fenomeno psicologico della "profezia che si autoadempie". Suggestionati dalla nostra superstizione tendiamo così a compiere gesti che invece di prevenire le sventure le provocano. Se "sentiamo" che una persona sia "negativa" tenderemo a comportarci con questa in maniera antipatica e prevenuta, provocando quindi nella stessa comportamenti di difesa, facendola diventare effettivamente come ci aspettavamo.

Venerdì 17 e allarmismo in Rete. Chi si diletta nel Web a pubblicare bufale, potrebbe essere condizionato dagli stessi meccanismi superstiziosi dei suoi potenziali lettori, come quando si diffuse la fake-news sul presunto incidente nucleare di Krsko – indovinate un po' – venne annunciato in data 17 febbraio, un Venerdì, mentre si basava su un reale guasto avvenuto il giorno prima al sistema di controllo di una delle pompe adibita all'alimentazione dei generatori della centrale, questo fece scattare l'immediato arresto dell'impianto, come da manuale.