A cinque anni di distanza dalla scoperta del precedente numero primo più lungo mi conosciuto (che vantava una sequenza di ben 12 milioni di cifre), il mondo della matematica gioisce per aver messo a segno un altro record: è stato infatti individuato un altro numero primo, ancor più lungo, che conta addirittura 17.425.170 cifre. Per intenderci, se a qualcuno venisse in mente di volerlo scrivere a mano per esteso, con caratteri di un solo centimetro, occuperebbe una lunghezza di circa 170 chilometri.

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A scovarlo è stato il Professor Curtis Cooper della University of Central Missouri, già autore di precedenti scoperte analoghe in anni passati. Un risultato storico che è stato raggiunto grazie ad un progetto nato nel 1996 e denominato Great Internet Mersenne Prime Search (GIMPS): un sistema che collega una enorme rete di computer messi a disposizione volontariamente dagli utenti online che cedono una piccola parte ciascuno della enorme capacità di calcolo al progetto, consentendo così ai processori di compiere le complesse operazioni in grado di giungere all'individuazione del tanto sospirato numero primo. Il frutto di un lavoro che non è fine a se stesso – insomma, non una sorta di gioco enigmistico numerico per smanettoni – ma che può avere importanti implicazioni sui sistemi di crittografia informatica da cui dipende la sicurezza di molte operazioni online: tant'è che il Professor Curtis ha ricevuto anche un premio di 3000 dollari, messo in palio dallo stesso progetto GIMPS.

Il numero in questione appartiene alla particolare categoria dei numeri primi di Mersenne: individuati dal matematico francese Marin Mersenne nel XVII secolo, essi sono tutti i numeri primi esprimibili nella formula 2ⁿ – 1, dove n è esso stesso un numero primo; per intenderci, il 3 (2² – 1) e il 7 (2³ -1) fanno parte di questa specifica sottoclasse. Ad oggi sono stati svelati soltanto 48 numeri primi di Mersenne dei quali gli ultimi quattordici tutti grazie al progetto di calcolo distribuito GIMPS, a partire dal 1996; precedentemente la complessità dei calcoli ne rendeva difficile l'individuazione oltre un certo numero di cifre ma, si sa, grazie all'aiuto dell'intelligenza artificiale, le cose sono un po' cambiate.