Nel piano partenze dell'aeroporto di Elmas (Cagliari) è stata recentemente allestita la mostra fotografica "Omphalos: la Sardegna di Atlante, primo centro del mondo", a sostegno delle tesi che mettono in correlazione il mito di Atlantide con la Sardegna. Il problema è che tutto questo non trova riscontro alcuno nella comunità degli archeologi.

La tesi Sardegna-Atlantide. In sostanza un potentissimo tsunami avrebbe inondato la Sardegna in epoca nuragica e di questo ci sarebbe traccia nei sedimenti depositati affianco ai nuraghi (antiche torri che costellano la Sardegna, ultima vestigia della civiltà nuragica), i quali sarebbero tutti orientati verso il mare. Il misterioso tsunami avrebbe spazzato via Atlantide, la quale si sarebbe trovata in Sardegna. Secondo l'Ansa a presenziare l'inaugurazione della mostra anche il sottosegretario della cultura Antimo Cesaro. Quest'ultimo a onor del vero riporta nel suo profilo Facebook le tappe della sua visita in Sardegna, ma non quella alla mostra di Elmas.

Nessun archeologo sostiene la tesi atlantidea. Abbiamo approfondito la questione intervistando diversi archeologi sardi, tra i quali Ivan Lucherini, Rubens D'Oriano e Alfonso Stiglitz, molto noti per la loro competenza. Questi ci confermano la totale infondatezza di queste tesi, che allontanano da una reale ricerca competente dei fatti storici sconfinando nella fantascienza. Ponendo per vero che i dialoghi platonici Timeo e Crizia (testi dove Platone riporta il mito di Atlantide) sostengano fatti storici realmente accaduti – e non come pensa la quasi totalità degli esperti: una rappresentazione metaforica per meglio illustrare delle tesi filosofiche – si collega il tutto congetturando che le colonne d'Ercole non fossero lo stretto tra Marocco e Spagna (quello di Gibilterra), bensì un'antica striscia di mare formatasi in un'epoca in cui le acque del Mediterraneo erano più basse, tra la Sicilia e L'Africa. Al di là di questo stretto quindi si trovava la Sardegna-Atlantide. I nuraghi sarebbero quindi l'ultima vestigia di questa antica civiltà.

Gli stessi nuraghi smentiscono le tesi alternative.

Le condizioni del nuraghe di Barumini "Su Nuraxi" in Sardegna, dimostrerebbero l'esistenza storica di Atlantide. Ma gli archeologi non sono dello stesso avviso.in foto: Le condizioni del nuraghe di Barumini "Su Nuraxi" in Sardegna, dimostrerebbero l'esistenza storica di Atlantide. Ma gli archeologi non sono dello stesso avviso.

Come ci confermano gli archeologi esistono diversi riscontri che negano la tesi dello tsunami. Gli stessi nuraghe la smentiscono. Solo nella piana di Barumini nel Campidano troviamo sostanziali differenze tra l'orientamento dei sedimenti è lo stato di conservazione di queste antiche torri nelle colline circostanti. Lo tsunami in questione – si stima – sarebbe stato alto almeno 470 metri e avrebbe agito attorno al 1175 a.C. Allora come mai nei sedimenti dello stesso nuraghe di Barumini vengono trovati reperti punico-romani? Si tratta di oggetti appartenenti a un'epoca ben più recente. Gli archeologi sanno bene che la formazione di sedimenti è una cosa del tutto normale, sono i segni del trascorrere dei secoli e dei millenni.

Sarebbe bastato ascoltare gli archeologi. Il deperimento di diversi nuraghe, come sanno bene gli archeologi e gli storici, si spiega con modifiche successive; queste torri sono state usate anche come cave di pietra, mentre i sedimenti non sono altro che depositi eolici che per un archeologo sono il pane quotidiano, non a caso le loro ricerche si chiamano "scavi". La smentita con prove a seguito era stata già esposta più di dieci anni fa. Nel 2005 l'archeologo Alessandro Usai fece sottoscrivere per conto del Iipp (Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria) a 250 accademici un documento dove ogni tesi a sostegno dell'ipotesi atlantidea veniva analizzata è smontata alla luce delle conoscenze scientifiche, alle repliche sono seguite anche delle contro-repliche, dove si evince l'infondatezza delle tesi alternative. Non sarebbe meglio dare maggiori appoggi agli scavi archeologici in Sardegna? Gli esperti che abbiamo intervistato lamentano la mancanza di finanziamenti sufficienti a sostenere i molti scavi necessari nell'isola. Alimentare falsi miti non sembra di grande aiuto.