I ricercatori hanno sviluppato un farmaco che, a quanto pare, riesce a far pulizia nel cervello riducendo la quantità di proteine tossiche di solito associate all'Alzheimer e ad altre malattie neuro degenerative, inoltre riuscirebbe ad incrementare le capacità cognitive dei topi sui quali è stato testato. La scoperta è dei ricercatori del Columbia University Medical Center (CUMC) che su Nature Medicine hanno pubblicato il relativo studio intitolato “Tau-driven 26S proteasome impairment and cognitive dysfunction can be prevented early in disease by activating cAMP-PKA signaling”.

“Per la prima volta siamo riusciti a dimostrare che è possibile utilizzare un farmaco per attivare il sistema neurale e colpire la malattia rallentandola” dichiara Karen E. Duff a capo dello studio che prosegue “Tutto ciò potrebbe aprire a nuove possibilità di cura dell'Alzheimer e di altre malattie neuro degenerative”. Ma di quale farmaco stiamo parlando?

Si tratta del rolipram che, trattato per evitare la nausea che di solito provoca negli esseri umani, potrebbe presto essere testato su pazienti, quindi non sono sugli animali, come i topi, sui quali è già stata dimostrata la capacità di migliorarne la memoria.

Attraverso l'inibizione dell'enzima PDE-4, i ricercatori hanno notato come il rolipram riuscisse a produrre cambiamenti fisici al proteasoma, il complesso multiproteico che smaltisce i rifiuti del cervello, come le proteine più vecchie che vengono riciclate con altre nuove. Nei soggetti malati, il problema è proprio che le proteine che dovrebbero venire eliminate in realtà si accumulano, questo ha fatto supporre ai ricercatori che il proteasoma non funzionasse correttamente.

Grazie al rolipram invece il proteasoma riprende le sue funzionalità. Per capire se questo farmaco possa effettivamente essere efficace sull'uomo dovremo aspettare che l'iter della sperimentazione giunga al termine.