L'ultimo rapporto diramato dal portale InfluNet, il sistema nazionale di sorveglianza epidemiologica e virologica dell’influenza, conferma il superamento del picco influenzale per la stagione 2016-2017, che ha raggiunto il suo apice alla fine dello scorso anno e ha iniziato la fase discendente dall'inizio del 2017. Rispetto ai 580 mila casi stimati nell'ultima settimana di dicembre, si è infatti passati ai 458 mila della terza settimana di gennaio, per un totale provvisorio di 3,4 milioni di italiani colpiti dall'influenza. L'incidenza, ovvero il numero di pazienti influenzati ogni mille abitanti, è scesa da 9,53 del picco epidemico a 7,55 dell'ultima settimana; in quella precedente era invece 8,59. Benché l'incidenza sia in rapida diminuzione tra adulti e anziani, nei bambini al di sotto dei cinque anni di età – i principali diffusori del virus assieme a quelli in età scolare – è ancora molto elevata, ovvero 19,27.

A preoccupare gli esperti del Reparto di Epidemiologia del Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto superiore di sanità (ISS) è l'aumento delle forme gravi e complicate di influenza, pericolose principalmente per i soggetti con un'età superiore ai 65 anni. I 19 decessi registrati dai cosiddetti “medici sentinella” dislocati sul territorio nazionale riguardano infatti solamente persone anziane, che comunque erano tutte affette da altri problemi di salute di tipo cronico, come patologie cardiovascolari (70 percento), ma anche diabete e obesità. Il virus che ha colpito maggiormente è la variante A/Hong Kong/4801/2014 (H3N2), la cui virulenza è particolarmente incidente proprio nei soggetti più anziani.

La rapidissima impennata dei casi nella prima parte della stagione influenzale, il cui picco è stato raggiunto un mese e mezzo prima rispetto a quello dello scorso anno, suggerisce che potrebbero essere oltre 7 milioni gli italiani colpiti dall'influenza, ben 2 milioni in più della stagione 2015-2016, ma bisognerà attendere i prossimi report di InfluNet per averne la conferma. Al momento in tutte le regioni italiane è in corso il cosiddetto periodo epidemico, inoltre i dati potrebbero essere incompleti poiché non tutti gli specialisti incaricati hanno girato i dati all'ISS.

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