Quanto si parla di sperimentazione la mente va immediatamente agli animali chiusi nei laboratori. Si cerca di non pensare a questi esseri viventi e ci si ripete che solo così è possibile sviluppare nuove cure e farmaci. La realtà però è un'altra. In questi ultimi anni infatti sono sempre di più e più efficaci i metodi sostitutivi che permettono ai ricercatori di fare nuove scoperta senza dover sperimentare sugli animali.

Un esempio di questa avanguardia nel campo della ricerca è il laboratorio di Chimica Analitica e Bioanalitica del Dipartimento di Chimica “G. Ciamicia” dell'Università di Bologna che da tempo si interessa allo sviluppo di nuove metodologie basata appunto sull'utilizzo di linee cellulare e test in vitro sulla bioluminescenza che permettono di “studiare diversi fenomeni fisio-patologici, quali progressione tumorale, infiammazione, stress ossidativo, e attività di enzimi coinvolti nel metabolismo del colesterolo e nelle dislipidemie”.

Ricerche di questo tipo, così come qualsiasi ricerca, necessitano di fondi per poter proseguire. Vista l'assenza di animali e l'impiego di metodi sostitutivi, la LAV ha scelto di finanziare il laboratorio con 17.000 euro raccolti con il 5×1000 devoluto dagli italiani alla stessa LAV.

Per raggiungere gli obiettivi ambiziosi del laboratorio, per la ricerca verranno sviluppati “organ-on-a-chip” e sistemi multi-organoide sfruttando co-colture cellulari 3D interconnesse tramite microfluidica per simulare le interazioni tra i diversi tipi di cellule, al fine di ottenere risultati più affidabili e predittivi degli attuali modelli 2D in vitro e dei modelli animali, spiegano dalla LAV che il 25 e 26 marzo e l'1 e 2 aprile sarà in piazza per chiedere al Governo di destinare il 50% dei fondi per la ricerca allo sviluppo dei metodi sostitutivi.