Esistono pochi asteroidi che hanno seriamente preoccupato gli scienziati per il rischio di un impatto con la Terra, e 99942 Apophis (99942 Apòfi nel nostro idioma) è quello che probabilmente gli ha “regalato” più notti insonni in assoluto. Oggi sappiamo che la probabilità di un impatto, nei prossimi cento anni, è di appena una su centomila, ma nel recente passato ha rappresentato una minaccia decisamente concreta. Scoperto il 19 giugno 2004 dai tre astronomi Roy A. Tucker, David James Tholen e Fabrizio Bernardi del Kitt Peak National Observatory (Arizona), il corpo celeste balzò infatti agli onori della cronaca internazionale nel dicembre dello stesso anno, quando fu divulgato il calcolo della probabilità di impatto per il 13 aprile 2029: appena una su 37. Il rischio era del 2,7 percento, il più alto mai registrato per un asteroide di questo tipo, con un diametro approssimativo di circa 370 metri.

Credit: Osservatorio Astronomico Sormanoin foto: Credit: Osservatorio Astronomico Sormano

In base alle prime ipotesi, 99942 Apophis avrebbe potuto colpire in Oriente nella prima serata, sprigionando una potenza di 1.480 megatoni, equivalente a oltre centomila volte la potenza della bomba atomica sganciata su Hiroshima dagli Stati Uniti. Gli effetti sarebbero devastanti su centinaia di migliaia di chilometri quadrati, ma non sufficienti a scatenare eventi su scala globale, come inverni glaciali ed estinzioni di massa. Grazie a successivi studi sulle traiettorie gli astronomi hanno ridotto sostanzialmente le probabilità del rischio di un impatto, spostandole su valori più sicuri.

Gli ultimi calcoli effettuati dal Centro del Jet Propulsion Laboratory della NASA per i cosiddetti NEO (Near Earth Object) hanno determinato che esiste una probabilità su centomila che l'asteroide ci colpsica. “Non possiamo ancora escludere la possibilità che possa esservi un impatto sul nostro pianeta, ma possiamo calcolare che la probabilità di impatto sulla Terra è solo di una su 100mila nel corso del prossimo secolo, ovviamente è estremamente contenuta”, ha sottolineato Paul Chodas , il direttore del Centro NEO del JPL.

Poiché questo rischio non è nullo, lo studioso sostiene che il monitoraggio continuativo di 99942 Apophis sia fondamentale al fine di reagire in caso di minaccia concreta. Il sistema di difesa planetario verrà testato il prossimo 12 ottobre grazie al passaggio ravvicinato dell'asteroide 2012 TC4, mentre nel 2024 l'asteroide Didimo B verrà colpito da una sonda per verificare la possibilità di modificare la traiettoria di un asteroide con un impatto esterno. L'asteroide 99942 Apophis, che tornerà a farci visita anche nel 2036 a una distanza totalmente sicura, fa parte di un gruppo di circa 1800 asteroidi potenzialmente pericolosi (PHA), tenuti costantemente sotto controllo da vari enti e università.

[Foto di Frantisek_Krejci]