Il lupo, al momento, è salvo. Il criticatissimo “Piano Lupi” che avrebbe permesso ai cacciatori di uccidere un numero determinato di predatori presenti sul nostro territorio, è stato infatti respinto dalle Regioni. Lo ha confermato stamattina il Presidente della Conferenza Stato Regioni Stefano Bonaccini, il quale ha specificato che il documento verrà riconsegnato al Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti per ulteriori valutazioni nel merito.

La decisione ha immediatamente raccolto il plauso e la soddisfazione di tutti gli enti e le associazioni – come Animalisti Italiani, LAV, LAC Lipu, LNDC ed Enpa – che si sono battuti strenuamente per contrastare la poco lungimirante proposta. Oltre a non risolvere il problema, essa avrebbe esposto la specie a nuovi rischi per la sua sopravvivenza, come ha recentemente sottolineato anche il WWF durante il convegno del progetto "LIFE Wolfalps" tenutosi a Cuneo. L'abbattimento casuale degli esemplari genera infatti scompensi ecologici nei branchi, che sono mossi da gerarchie ed equilibri ben delineati. Le conseguenze possono essere catastrofiche.

I lupi in Italia sono stati a serio rischio estinzione per moltissimi anni, ma fortunatamente, grazie alle politiche di conservazione adottate nell'ultimo mezzo secolo, hanno cominciato a ripopolare i propri habitat naturali. Ciò li ha portati ad entrare nuovamente in contatto con l'uomo, e in particolar modo con i pastori e il loro bestiame. Le soluzioni per gestire questa rinnovata convivenza ci sono e spaziano dalla costruzione di recinti elettrificati sino all'utilizzo di cani addestrati allo scopo; la speranza è che le autorità competenti riescano a trovare il programma più idoneo, senza mettere nuovamente a repentaglio l'esistenza di questi magnifici animali.