in foto: Gj 1132b messo a confronto con la Terra

Un team internazionale di astronomi, coordinati dal Max Planck Institute di Monaco di Baviera, ha individuato per la prima volta un'atmosfera attorno a un esopianeta dalle dimensioni simili a quelle della Terra. Il corpo celeste, chiamato Gj 1132b, orbita attorno alla stella Gliese 1132, una nana rossa; poiché questo tipo di stella è il più comune nell'Universo, sapere che i pianeti che vi orbitano attorno possono ospitare un'atmosfera aumenta esponenzialmente le possibilità di trovarne di adatti alla vita. Gj 1132b, che è inquadrato nella costellazione delle Vele e distante da noi 39 anni luce, purtroppo non lo è.

Anche se tecnicamente si tratta di una super Terra, con un diametro del 40 percento più ampio e una massa superiore del 60 percento rispetto al nostro pianeta, esso è più affine al turbolento Venere, col quale condivide un clima infuocato. La temperatura raggiunge infatti i 230° centigradi, e pur essendo inferiori agli oltre 400° centigradi sprigionati dal nostro vicino di casa, entrambi i pianeti sono sicuramente inadatti per ospitare la vita, perlomeno quella che conosciamo noi.

L'atmosfera di Gj 1132b è stata rilevata grazie al telescopio MPG/ESO 2.2-mètre, uno strumento in forze al centro dell'Osservatorio Europeo Australe di La Silla in Cile, nel torrido deserto di Atacama. La tecnica utilizzata dagli astronomi è stata quella dei cosiddetti transiti planetari, in base alla quale, grazie alle variazioni di luminosità indotte sulla stella, attraverso l'analisi delle lunghezze d'onda è possibile determinare la presenza degli elementi chimici. L'atmosfera dell'esopianeta risulta essere composta principalmente da vapore acqueo o metano, ma gli astronomi non possono sbilanciarsi oltre, poiché gli strumenti attualmente disponibili non permettono rilevazioni più accurate. Per analisi di questo tipo molte delle speranze ricadono sul Telescopio Spaziale James Webb, l'erede spirituale di Hubble che dovrebbe essere lanciato in orbita nel 2018.

Curiosamente, Gj 1132b si trova alla stessa identica distanza che ci separa dal sistema di Trappist-1, quello annunciato con fragore mediatico dalla NASA lo scorso 22 febbraio, le cui ‘velleità abitative' sono tuttavia state appena smontate da uno studio, che ha misurato potentissime eruzioni solari prodotte dalla stella di riferimento. I dettagli della scoperta compiuta dai ricercatori del Max Planck Institute sono stati pubblicati sul The Astrophysical Journal.

[Illustrazione di NASA]