Le guardie forestali del famoso Kaziranga National Park di Assam, una delle eccellenze mondiali nella tutela di animali in pericolo di estinzione, in particolar modo tigri e rinoceronti, negli ultimi anni hanno ucciso ben cinquanta bracconieri. La ragione di una tale carneficina risiede nei poteri speciali conferitigli dal governo locale per tutelare le specie minacciate, una sorta di ‘licenza di uccidere' che li mette a riparo dai processi. In pratica, possono far fuoco sui malintenzionati (o presunti tali, com'è accaduto) qualora questi ultimi non dovessero rispondere agli avvertimenti o provassero ad affrontarli. Ciò sta facendo moltiplicare a dismisura il numero di decessi.

Prima dell'entrata in vigore del pugno durissimo voluto dal Dipartimento forestale dell'India, le vittime registrate nel parco erano solo un paio all'anno, ma dal 2013 si è arrivati a superare la ventina: nel 2015, per la prima volta, sono stati assassinati più bracconieri che rinoceronti. Da quando il Kaziranga National Park fu fondato, nel 1905, sono un centinaio i cacciatori ad avervi perso la vita nei conflitti a fuoco con le guardie, tra le cui fila si è registrata una perdita.

Le autorità locali ritengono fondamentale contrastare il bracconaggio con rigore e fermezza, e i risultati ottenuti, dal punto di vista della conservazione, gli danno ragione. Nel parco sopravvivono adesso ben 2.400 rinoceronti indiani (Rhinoceros unicornis), ovvero, circa il 70 percento della popolazione mondiale. Il corno di questi animali è ritenuto ancor più pregiato di quello del rinoceronte africano, e al mercato nero cento grammi valgono circa 6 mila dollari, molto più dell'oro. Ciò ha spinto (e spinge tuttora) moltissimi cacciatori di frodo ad avventurarsi nel parco per uccidere gli animali. Sotto il fuoco delle guardie, tuttavia, non finiscono i soli bracconieri; talvolta sono rimasti coinvolti anche innocenti appartenenti alle locali comunità tribali, alcuni dei quali feriti gravemente. I dettagli di questa complessa vicenda sono stati raccontati dalla BBC in un reportage e in un documentario dedicato, chiamato Killing for Conservation e mandato in onda in Gran Bretagna lo scorso 11 febbraio.

[Foto di Sanjay ach]