Avere un cane in famiglia incoraggia gli anziani a praticare più attività fisica e riduce sensibilmente il tempo dedicato alla sedentarietà, anche nei giorni più freddi, bui e caratterizzati dal maltempo. È quanto emerge da una nuova indagine condotta da ricercatori britannici dell'Università dell'Anglia orientale e del Centro per la Ricerca su Dieta e Attività (CEDAR) presso l'autorevole Università di Cambridge, che sfruttando i dati dello studio di coorte “Cancer and Nutrition Norfolk” hanno monitorato – attraverso un accelerometro – le abitudini di circa 3.200 anziani.

Dall'analisi statistica è emerso che il 18 percento delle famiglie degli anziani possedeva un cane, e nel 75 percento dei casi erano proprio questi ultimi a portarlo fuori almeno una volta al giorno. Paragonando i dati tra chi possedeva l'animale domestico e chi no, è emerso che i padroni di cani non solo erano più attivi e meno sedentari in generale, ma nei giorni con le peggiori condizioni climatiche mostravano il 20 percento di attività fisica in più. In media chi possedeva un cane trascorreva inoltre 30 minuti in meno al giorno stando seduto, un valore apparentemente limitato ma che fa una grande differenza in termini di salute.

Basti pensare che un recente studio dell'Università del Queensland ha dimostrato che bastano 30 minuti a settimana trascorsi passeggiando per migliorare i livelli della pressione sanguigna e ridurre ansia e depressione. Un'altra indagine della Scuola di Medicina Feinberg presso l'Università Northwestern University ha invece scoperto che 45 minuti di attività fisica a settimana riducono i sintomi dell'artrite, una patologia che colpisce principalmente gli anziani.

I ricercatori britannici, coordinati dai professori Yu-Tzu Wu ed Andy Jones, indicano dunque che prendere un cane può essere un ottimo metodo per incentivare l'attività fisica, aggiungendo tuttavia che non si tratta di una raccomandazione valida per tutti. Un cane non è infatti uno “strumento” da sfruttare in caso di bisogno, ma un animale con precise esigenze – affettive e non – da assecondare quotidianamente. Per molti si tratta di un processo spontaneo e piacevole, visto l'intimo legame che si instaura col cane, ma per tanti altri non è così. E il numero di abbandoni che avvengono ogni anno in estate sta lì a ricordarcelo. I dettagli della ricerca britannica sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Journal of Epidemiology and Community Health.

[Foto di schroederhund]