I ricercatori sono riusciti a creare ovaie funzionanti e stampante in 3D in grado non solo di ovulare, ma anche di dare alla luce nuove vite riuscendo di fatto a contrastare l'infertilità, per lo meno per quanto riguarda i topi. Lo studio, realizzato dalla Northwestern University of Chicago, è stato pubblicato su Nature Communications e intitolato “A bioprosthetic ovary created using 3D printed microporous scaffolds restores ovarian function in sterilized mice”. Ma come è possibile?

Ovaie in 3D. I ricercatori hanno utilizzato una specie di ‘inchiostro' gel per stampare le ovaie in 3D che sono state poi inserite nelle femmine di topo dopo che le loro ovaie originali erano state rimosse. Le ovaie in 3D non solo sono riuscite ad ovulare, ma sono state anche in grado di dare alla luce cuccioli sani che sono stati allevati dalle stesse mamme.

Gelatina. Il materiale con cui sono state stampate le ovaie, come dicevamo, è una gelatina, un idrogel biologico fatto di collagene, che può essere utilizzato anche nell'uomo. L'obiettivo dei ricercatori era quello di trovare un materiale organico che però fosse sufficientemente rigido da essere manipolato durante l'operazione chirurgica senza rompersi, ma poroso abbastanza da interagire naturalmente con i tessuti del corpo dei topi.

Infertilità. La scoperta per ora è stata testata solo sui topi, ma l'idea è quella di rendere queste ovaie stampate in 3D una soluzione contro l'infertilità anche per l'essere umano: ad esempio nel caso di donne che sono state curate dal cancro, o che sono sopravvissute al cancro da bambine, ma a causa del quale hanno sviluppato un maggior rischio di infertilità. Ad oggi ancora non sappiamo quanto dovremo aspettare per i test sull'uomo.