Domani venerdì 31 marzo, poco dopo la mezzanotte ora italiana, se non ci saranno imprevisti meteorologici verrà riscritta la storia del volo orbitale privato e non solo. SpaceX, la compagnia aerospaziale dell'imprenditore sudafricano (naturalizzato statunitense) Elon Musk, alle 6:27 PM EDT lancerà infatti in orbita per una seconda volta il primo stadio di uno dei suoi celebri razzi Falcon-9. Nello specifico, si tratta di quello che l'8 aprile del 2016 venne utilizzato nella missione CRS-8, finalizzata al trasporto di rifornimenti sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). L'evento potrà essere come sempre seguito in diretta webcast sul sito ufficiale di SpaceX, e l'intera missione dovrebbe durare in tutto due ore e mezza.

Sino ad oggi si era parlato solo di avveniristici recuperi dei primi stadi avvenuti su piattaforme galleggianti o all'interno delle stesse basi di lancio, ma domani, finalmente, potrà essere messo alla prova il loro riutilizzo, che è alla base non solo della peculiare tecnologia dei Falcon-9, ma anche dell'intera impresa SpaceX, nell'ottica di un sostanziale abbattimento nei costi dei voli orbitali. Va sottolineato che non si tratta della prima volta che un razzo viene recuperato e riutilizzato (la Blue Origin di Jeff Bezos tra il 2015 e il 2016 lo fece una manciata di volte), tuttavia si è sempre trattato di voli suborbitali. Quello di domani sarà invece il battesimo del fuoco per i più complessi e affascinanti voli orbitali.

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I test statici dei nove motori Merlin 1D dello stadio recuperato sono stati superati con successo e le prospettive per un lancio favorevole, che avverrà dalla storica piattaforma 39A (LC-39A) del Kennedy Space Center della NASA, ci sono tutte, anche alla luce delle previsioni meteo, che per quell'area della Florida sono positive al 70 percento. Il Falcon-9 ‘usato' sarà impegnato nella missione SES-10, per il trasporto dell'omonimo satellite destinato alle telecomunicazioni in Sud America. Nel caso di problemi tecnici o condizioni meteorologiche avverse gli scienziati hanno predisposto una seconda finestra di lancio il giorno successivo, alla medesima ora.

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Le missioni di successo del Falcon-9.

Il Falcon-9, prodotto in varie versioni e serie, è un lanciatore a razzo così chiamato per i 9 motori Merlin che caratterizzano sia il primo che il secondo stadio. La sua caratteristica principale risiede proprio nella possibilità di riutilizzare il primo dei due stadi, mentre per il secondo gli ingegneri sono ancora a lavoro, dato che dovendo effettuare un rientro atmosferico necessiterebbe di uno scudo termico completo e di una serie di sistemi di controllo, non equipaggiati sui modelli attuali. Il primo recupero di successo dello stadio 1, dopo quelli relativi ai test, è avvenuto il 22 dicembre 2015 a Cape Canaveral, in seguito alla missione Orbcomm legata al lancio di 11 satelliti. Tra le missioni più importanti della breve storia del Falcon-9 vi è il volo inaugurale della capsula Dragon per rifornire la ISS, avvenuto l'8 dicembre 2010; ma è con la cosiddetta versione “Full Thrust” del lanciatore che si sono raggiunti i traguardi più ambiziosi. Numerosi i lanci di satelliti per le telecomunicazioni, come le missioni Sky Perfect JSAT, Thaicom e IRIDIUM. Con quest'ultima, avvenuta il 14 gennaio 2017, sono stati portati in orbita 10 satelliti da 680 chilogrammi e un dispenser da una tonnellata. Nelle recenti missioni CRS-10 ed EchoStar 23 sono stati lanciati rispettivamente rifornimenti alla ISS e un satellite, un peso massimo da 5,6 tonnellate che a causa di limiti strutturali non ha permesso il recupero del primo stadio.

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[Foto di SpaceX]