Visto che ne abbiamo in abbondanza, tanto vale provare a sfruttarlo: forse questo è ciò che hanno pensato i ricercatori quando hanno deciso di utilizzare lo smog per farne inchiostro. Un progetto spin-off del MIT, della compagnia Graviky Labs, ci spiega infatti come funziona il suo Air Ink realizzato grazie all'inquinamento che, come ormai risaputo, è in costante aumento e la causa del riscaldamento globale. Ma come è fatto questo inchiostro?

I ricercatori ci spiegano che l'Air Ink è fatto di particolato, quelle sostanze sospese in aria inquinanti provocati dai motori a combustione interna, dalle emissioni del riscaldamento domestico, dai residui del manto stradale e dal fumo di tabacco: vista la loro origine è semplice intuire la loro quantità. Ma come fanno ad estrarlo per sfruttarlo?

Per riuscirci gli scienziati hanno sviluppato un dispositivo, il KAALINK, che cattura la fuliggine emessa dai veicoli e che, in soli 45 minuti di emissioni, è in grado di produrre una boccetta di inchiostro come quelle da loro rivendute su Kickstarter. Il progetto infatti è ancora in fase sperimentale, quindi non è ancora disponibile nei negozi, però potete richiederlo sulla piattaforma. Ma torniamo a noi.

Una volta raccolta la fuliggine, come si trasforma in inchiostro? Innanzitutto questa viene processata e vengono rimossi i metalli pesanti e le sostanze cancerogene: altrimenti ci ritroveremmo con un inchiostro che ha lo stesso effetto di una boccata di smog. Al termine della lavorazione, la fuliggine è un pigmento di carbone purificato che, come per il carbone in generale, viene sfruttato per realizzare pitture e inchiostri.

Per adesso esistono diverse dimensioni che sono ancora piccole, ma nulla ci vieta di sperare che questo prodotto possa davvero aiutarci a rivolvere il problema dell'inquinamento.