Cerchiamo di analizzare le dieci regole contro le fake news presentate dai giornalisti scientifici italiani, con esempi pratici, mediante i diversi articoli da noi pubblicati nella nostra rubrica delle bufale scientifiche. Il documento è molto ben fatto, rispecchia infatti pienamente il fenomeno delle fake news e le fallacie che lo alimentano. Spesso buonsenso e un uso consapevole degli strumenti che la Rete ci offre possono fare la differenza. Nel caso delle bufale a sfondo medico ci renderebbe anche partecipi di una grande impresa che i medici da soli non possono vincere: quella di assicurare alle prossime generazioni un futuro in cui molte malattie saranno debellate per sempre. Già oggi diversi tumori possono essere sconfitti grazie alle terapie reali.

Verificare la fonte.

L'attendibilità di una notizia si misura da quelle delle fonti che riporta e dalla possibilità che dà al lettore di poterle consultare immediatamente, in Rete questo è reso possibile grazie ai link. Tutt'oggi esistono diversi servizi di debunking, come quello che noi stessi forniamo quotidianamente in questa rubrica. Citiamo anche i colleghi David Puente e la squadra di Butac (Bufale un tanto al chilo), quest'ultimo fornisce anche una black list dei siti che maggiormente si sono trovati a pubblicare fake news. Non sempre gli interessi e l'ambito in cui un sito opera sono chiari, conoscere gli interessi di chi pubblica può fare la differenza, come quando sono stati smascherati due network dediti alla pubblicazione sistematica di fake news, soprattutto a sfondo xenofobo, come Edinet o la rete messa in piedi da Vincenzo Todaro. Gli strumenti per potersi accertare di questi meccanismi non sono ristretti agli hacker, tutti noi possiamo avvalercene.

Accertare l'aggiornamento del sito.

Non tutti controllano la data in cui una notizia è stata pubblicata o se per caso si trovano davanti ad una vecchia bufala riproposta più volte nel corso del tempo. Anche articoli di recente pubblicazione possono subire aggiornamenti che ci aiutano a capire se siamo di fronte ad una notizia vera o falsa. La Rete fornisce strumenti come Archive.org che permettono di salvare una copia dell'articolo sospetto, fornendoci tutte le versioni precedenti.

Evitare le cure fai da te.

Non ci stancheremo mai di farlo notare: Google non è un medico. Le diagnosi e cure fai da te continuano tuttavia ad essere di moda. Pensiamo a quanti si convincono di avere intolleranze alimentari navigando in Rete; qualcuno esagera arrivando a curarsi un tumore alla pelle con pomate corrosive, che ben lungi dal risolvere il problema sfigurano orribilmente i pazienti. C'è anche chi diventa guru proponendo clisteri al caffé come panacea contro i tumori, pensiamo al caso di Bell Gibson uccisa dalla bufala medica che lei stessa promuoveva, negandone fino all'ultimo la palese inefficacia.

Niente prescrizioni senza visite.

Paghiamo le tasse per avere un servizio sanitario universale, con tanto di medico di famiglia, che meglio di qualsiasi algoritmo conosce la nostra anamnesi e può consigliarci dopo averci visitato gli specialisti più adatti alle nostre esigenze. Paghiamo anche una pubblica istruzione che nel giro di diversi anni forma questi professionisti. Ignorare tali opportunità significa buttare i nostri soldi, oltre a mettere a rischio la salute.

Rispetto della privacy.

E' fondamentale assicurarci che il gestore di un sito tratti le nostre informazioni in maniera trasparente, specialmente se tratta di questioni mediche, mediante servizi come "l’esperto risponde". L'autore rispetta sul serio la normativa sulla privacy? La confidenzialità dei nostri dati dovrebbe essere sacra. Ne trarrà giovamento anche la nostra casella di posta, snellita da non richieste offerte che promettono di guarirci da tutti i mali, magari con una cura che guarda caso "Big Pharma censura".

Valutare blog e forum.

Uno dei modi più intelligenti di informarsi in Rete è quello di consultare dei forum di settore, ovvero gestiti e frequentati da esperti e appassionati; questo vale anche per molti blog. In questo modo si impara anche quello che dovrebbe essere sempre il comportamento da tenere quando ci si relaziona con gli altri nei thread di discussione: essere sempre pacati e attenti a non fraintendere le spiegazioni; non scadere mai nel personale; fornire sempre fonti alle affermazioni riportate; controllare se la nostra domanda è stata già trattata in precedenza, senza pretendere di essere i portatori di una scoperta originale. Spesso molti dei dubbi che ci poniamo – anche riguardo alle tesi di complotto – non sono affatto "punti oscuri che non ci vogliono raccontare", bensì questioni già spiegate da anni. Tra i forum di settore più attendibili consigliamo Metabunk. Qualche dubbio sugli allunaggi delle missioni Apollo? Nel Forum astronautico troverete già le spiegazioni che cercavate. Credete di avere avvistato un Ufo? Gli astrofili comunicano spesso tramite i loro forum, se il fenomeno non è frutto di artefatti fotografici molto probabilmente lo ha avvistato già la comunità più vicina alla zona dove avete avuto la vostra esperienza "ufologica". Il bello di questi lidi è che magari si scopre di avere una passione che si credeva circoscritta a pochi eletti. Tali spazi di discussione aiutano a capire quanto la Scienza non sia affatto quel sistema fumoso e ottuso che certi guru complottisti vogliono farci credere.

Attenzione ai motori di ricerca.

Siamo sicuri di saper cercare le informazioni in Rete? Magari abbiamo usato spesso motori quali Google o Bing, ma nel modo sbagliato. Avevamo elencato in un articolo apposito i sette modi per stanare le bufale coi motori di ricerca e Social network come Facebook. Sembra paradossale, ma gli stessi mezzi con cui le bufale si diffondono se usati correttamente ci permettono anche di combatterle.

Pubblicità mascherata.

Capita sovente che la pubblicità di un prodotto venga confezionata sotto forma di notizia. Così potrebbero capitarci nei Social condivisioni dove si annuncia che qualcuno è guarito o è dimagrito grazie a una nuova terapia, e guarda caso tra i commenti troviamo diversi utenti soddisfatti del prodotto citato – apparentemente come mera fonte dell'articolo – sarebbe sufficiente cliccare sul pulsante "Home" per scoprire di essere incappati in un sito di informazione fittizio. Altre volte  il sito di un prodotto può essere frainteso generando fake news. Esistono tanti esempi, anche piuttosto ridicoli, come nel caso delle supposte che permettono di espellere feci glitterate. Altre volte il portale online di un rivenditore di dubbia attendibilità si trasforma nella fonte di un articolo sensazionalista, come nel caso del polonio utilizzato dai russi per uccidere Litvinenko. In questo caso si è cercato di dimostrare che tale sostanza può essere acquistata comodamente online negli Stati Uniti, alludendo che fosse Washington il mandante reale dell'omicidio. La fonte altro non era che il sito di una società che vendeva strumenti per laboratori di fisica, il cui titolare è il noto guru complottista Bob Lazar. Scopriamo così che tali campioni non potevano essere affatto utilizzati per uccidere una persona.

Attenti ai farmaci online.

Se Google non è un medico, tanto meno potrebbe sostituire il farmacista. Esiste un apposito logo che certifica il collegamento del sito che state visitando con una reale farmacia autorizzata e la dicitura “Clicca qui per verificare se questo sito web è legale”. Se non lo trovate diffidate. Tanto per cominciare risparmierete un po' di soldi.

La psicosi del complotto.

Il modo suggestivo con cui le tesi di complotto vengono presentate è forse uno dei principali problemi che rendono arduo fare informazione corretta. Quando queste sfociano in tesi pseudo-mediche è anche peggio. Pensiamo alle campagne anti-vacciniste o al negazionismo dell'Hiv. In questi casi il buonsenso è sempre l'arma migliore. Avevamo steso un decalogo apposito su come difendersi dalle teorie di complotto in Rete. Ne avranno giovamento la vostra serenità e autostima. Risparmiando tanto tempo per arricchirvi consultando fonti migliori e concentrarvi sui problemi reali, magari evitando di regalare il vostro voto a demagoghi senza scrupoli.