Spostare le Olimpiadi? Questa è la domanda che alcuni scienziati si stanno ponendo in questi giorni vista la diffusione del virus Zika in Brasile e considerando che i giochi si terranno a Rio de Janeiro. In una lettera aperta, un gruppo di scienziati provenienti da varie parti del mondo invita l'Organizzazione Mondiale della Sanità a riflettere sugli eventuali rischi collegati alla diffusione del virus visto il flusso di turisti e sportivi che si preparano a visitare la città brasiliana e chiede di posticipare le Olimpiadi o spostarle in altro luogo.

Gli scienziati elencano dunque i potenziali pericoli legati al virus Zika trasmesso dalla zanzara Aedes aegypti, tra questi la microcefalia e la sindrome di Guillain-Barré, e ricordano inoltre che Rio de Janeiro conta il secondo numero più alto di probabili casi di Zika in tutto il Paese.

Dal canto suo però l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha rilasciato un comunicato attraverso il quale ha spiegato le motivazione per le quali non ha senso posticipare o spostare i giochi olimpici da Rio. A questo proposito dunque l'OMS ricorda che se è vero che il Brasile è uno dei 58 Paesi colpiti dalla zanzara responsabile della trasmissione del virus Zika, è anche vero che molte sono le precauzioni che si possono prendere per ridurre il rischio di venire infettati e di infettare, ad esempio

  • utilizzare prodotti repellenti e indossare abiti di colori chiari che ricoprano tutto il corpo
  • praticare sesso protetto, quindi utilizzare il preservativo
  • se possibile astenersi dal sesso durante il periodo di soggiorno in Brasile e per almeno 4 settimane una volta tornati a casa
  • optare per stanze dotate di aria condizionata
  • evitare di visitare luoghi della città con scarso livello di igiene

L'OMS in ogni caso sconsiglia alle donne di visitare i Paesi colpiti dal virus Zika durante la gravidanza, inclusa Rio de Janeiro. Inoltre si suggerisce ai compagni delle donne incinte che dovessero far visita alle aree colpite di astenersi dai rapporti sessuali fino al concepimento.