Attraverso un documento che verrà discusso durante l'autorevole Lunar and Planetary Science Conference, in programma da oggi sino al prossimo 24 marzo in Texas, un gruppo di scienziati della NASA tenterà di convincere l'Unione Internazionale Astronomica (IAU) a stravolgere i ‘connotati' del Sistema solare, cambiando la definizione di pianeta e facendo così promuovere a tale status un numero incredibile di corpi celesti. In base alla nuova definizione, infatti, i pianeti passerebbero dagli otto attuali, ovvero Mercurio, Venere, Terra, Marte, Giove, Saturno, Urano e Nettuno, a ben 110, comprendendo non solo Plutone, che nel 2006 venne ‘retrocesso' dalla classe di pianeta a quella di pianeta nano, ma anche oggetti insospettabili come il nostro satellite naturale, la Luna.

Plutone e Carontein foto: Plutone e Caronte

La squadra di scienziati NASA è attualmente impegnata nella missione robotica New Horizons, dedicata allo studio di Plutone e del suo satellite Caronte. Recentemente gli stessi ricercatori, in collaborazione con l'Unione Internazionale Astronomica, hanno proposto la lista di nomi definitiva che verrà data a crateri, catene montuose ed altri elementi dei due remoti corpi celesti. Proprio alla luce dei recenti studi effettuati, gli autori del documento coordinati dal dottor Kirby Runyon sono convinti che l'attuale definizione di pianeta sia troppo limitante. Secondo gli astronomi essa dovrebbe infatti riguardare le sole caratteristiche intrinseche del corpo celeste, senza coinvolgere la sua orbita o altri oggetti che vi ruotano attorno. In base alla definizione ufficiale IAU, infatti, un pianeta è un corpo celeste che ruota attorno a una stella, non produce energia per fusione nucleare, ha forma sferoidale e la sua orbita è priva di oggetti di dimensioni pari o superiori alla sua massa.

Poiché Plutone ha una massa simile a quella di altri oggetti nella sua influenza orbitale, nel 2006 è stato declassato dalla lista dei pianeti propriamente detti; il Sistema solare è così passato da 9 a 8. Il team di Runyon ritiene invece che un pianeta dovrebbe essere considerato solo dalla forma sferoidale e dall'assenza di reazioni nucleari, dunque dalle proprietà geofisiche. Nella remota ipotesi che la IAU dovesse accettare il documento – da molti ritenuto una semplice provocazione – e decidere di sottoporlo all'assemblea del prossimo anno, il Sistema solare diventerebbe un posto decisamente più affollato di corpi celesti superiori.

[Foto di NASA]