In occasione della IJCAI 2017, la Conferenza Internazionale sull'Intelligenza Artificiale che si sta tenendo in questi giorni a Melbourne, in Australia, 116 esperti di IA, ricercatori e imprenditori di fama internazionale hanno sottoscritto una lettera aperta rivolta all'ONU, con lo scopo di esortare l'organizzazione a prendere seri e repentini provvedimenti legislativi per contrastare le armi autonome. Secondo i firmatari del documento, guidati dal professor Toby Walsh, docente presso l'Università del Nuovo Galles del Sud di Sydney, i cosiddetti “robot killer”, ovvero le armi autonome guidate dall'intelligenza artificiale, rappresentano una minaccia concreta per l'umanità, e l'ONU dovrebbe impedirne la ricerca e lo sviluppo esattamente come avviene per le armi chimiche e biologiche, con leggi ad hoc.

La preoccupazione principale per gli esperti risiede nel fatto che queste armi “intelligenti” non solo potrebbero finire nelle mani sbagliate, con despoti e terroristi potenzialmente in grado di hackerarle e puntarle verso gli innocenti, ma che una volta sviluppate definitivamente potrebbero portare i conflitti umani su scale ancora più ampie di quelle tragiche del passato. Le guerre si combatterebbero a una velocità tale “che avremmo difficoltà anche a comprenderla”, si legge nel documento in pdf divulgato dai firmatari. Le armi basate sull'intelligenza artificiale potrebbero dunque rappresentare una “terza rivoluzione” in questo ambito, dopo quella scaturita dalla polvere da sparo e quella delle armi nucleari, che tutto hanno fatto tranne che il bene dell'umanità.

La delicatezza del tema e la concreta pericolosità delle armi autonome hanno spinto diverse autorevoli firme a sottoscrivere in toto il documento. Tra esse figurano l'astrofisico Stephen Hawking, il cofondatore di Apple Steve Wozniak, l'imprenditore James Chow dell'azienda cinese Ubtech, Ryan Gariepy di Clearpath Robotics e moltissimi altri. Tra gli esponenti di spicco vi è il magnate sudafricano naturalizzato americano Elon Musk, il CEO e fondatore di Tesla e SpaceX, che già da tempo ha avviato una vera e propria battaglia personale per un uso etico delle intelligenze artificiali, anche attraverso la fondazione della società nonprofit OpenAI. Impegnato in prima linea nello sviluppo di auto a guida autonoma, Musk in occasione della recente Assemblea Nazionale dei Governatori USA 2017 (NGA) ha sottolineato i propri timori per sulla pericolosità delle IA. Al momento sono oltre dieci i paesi che stanno lavorando su armi autonome (tra essi le potenze mondiali Stati Uniti, Cina e Russia) e alcuni progetti sono già installati su mezzi operativi, come navi e aerei militari.