I ricercatori stanno cercando di dar vita a mucche geneticamente modificate che siano più resistenti al caldo rispetto ad oggi e la cui carne abbia un sapore migliore. La notizia arriva dalla University of Florida Institute of Food and Agricultural Sciences che ha fatto sapere di aver ottenuto 733.000 dollari (644.030 euro) per procede con le analisi necessarie alla selezione delle mucche più resistenti al caldo.

Le razze in competizione. Ad essere in competizione sono la razza Angus e quella Brahman. La razza Angus è molto antica ed è la più allevata del mondo. Il suo nome viene dalla Scozia, dalla zona di origine, è di color nero con il pelo raso e il suo peso si aggira tra i 750 e i 1.100 chili. La carne dell'Angus è tra le più apprezzate, è infatti considerata di ottima qualità e solo recentemente sta avendo successo nel nostro Paese. La Braham invece è una razza del bovino domestico, il bue, ed è stata allevata per la prima volta negli Stati Uniti, pur provenendo dall'India. Oggi è una delle razze più apprezzate anche in America.

Brangus, la mucca del futuro. Considerate le caratteristiche delle due razze, i ricercatori vogliono adesso analizzarne il DNA per comprendere, nei prossimi tre anni, quali porzioni di DNA siano responsabili della regolazione della temperatura corporea, spiega Raluca Mateescu che partecipa allo studio. Ma perché creare una mucca resistente al caldo?

Allevamenti troppo caldi. Ad oggi, spiegano i ricercatori, in più della metà degli allevamenti del mondo le temperature sono eccessive, così come il livello di umidità. Tutto ciò rende molto difficile la vita alle mucche all'interno degli allevamenti intensivi e, che poi forse è il vero motivo della ricerca, di conseguenza porta alla produzione di carni di qualità ridotta.

Selezione per mangiare. Utilizzare la genetica secondo i ricercatori è importante per produrre animali che siano in grado di adattarsi meglio al caldo e che producano una carne migliore: l'obiettivo è migliorare la produzione, la riproduzione e la qualità della carne.

Conclusioni. Insomma, invece di pensare ad allevamenti strutturati in modo da ridurre le temperature e migliorare la carne, ad esempio con lunghe passeggiata all'aperto sull'erba, la scienza propone di intervenire direttamente sul DNA.