Ricercatori del Radboud University Medical Center di Nijmegen (Paesi Bassi) hanno dimostrato che le capacità mnemoniche sorprendenti dei cosiddetti ‘campioni di memoria' possono essere apprese con l'esercizio, e non è necessario avere un cervello eccezionale o doti particolari per ottenere risultati. Non solo. Dopo un periodo di intenso allenamento, infatti, tali capacità restano scolpite nella nostra mente, un po' come imparare ad andare in bicicletta. Gli studiosi, coordinati dal professor Martin Dresler, docente di neuroscienze cognitive presso l'ateneo olandese, hanno inoltre scoperto che l'allenamento induce la formazione di connessioni cerebrali assimilabili a quelle presenti nel cervello degli atleti di memoria.

I ricercatori hanno coinvolto nel progetto 23 atleti di memoria di classe mondiale, e attraverso le risonanze magnetiche funzionali (fMRI) hanno confrontato la morfologia e l'attività cerebrale del loro cervello con quelle di 23 volontari, tutti quanti con età, intelligenza e stato di salute paragonabili a quelle dei campioni, ma con capacità mnemoniche nella media. Dalle analisi è emerso che i cervelli fra i due gruppi risultavano perfettamente identici, tranne che per un dettaglio: la presenza di un paio di dozzine di connessioni cerebrali peculiari negli atleti di memoria.

Nella seconda fase della sperimentazione i ricercatori hanno reclutato altre 51 persone, suddividendole in tre gruppi: al primo è stato assegnato un allenamento per la memoria a breve termine; al secondo un allenamento più intenso per la memoria strategica (basato sulla tecnica dei loci) e al terzo alcun allenamento. Prima di essere coinvolte nell'esperimento, queste persone avevano una capacità di ricordare tra le 26 e le 30 parole, ma al termine dell'indagine il gruppo sottoposto agli esercizi più intensi, durati una quarantina di giorni, riusciva a ricordare circa 35 parole in più. Chi si è sottoposto agli esercizi per la memoria a breve termine ha migliorato in media di 11 parole, mentre l'ultimo gruppo soltanto di 7. A quattro mesi dalla fine dei test, le persone che si erano allenate più intensamente avevano mantenuto buona parte della capacità, riuscendo a ricordare ben 50 parole. Infine, quando sottoposte a una nuova risonanza magnetica, le persone allenate con la tecnica dei loci avevano sviluppato le 25 connessioni cerebrali apprezzate in precedenza nei campioni di memoria. I dettagli dello studio sono stati pubblicati sulla rivista specializzata Neuro.

La tecnica dei loci.

I ricercatori del Radboud University Medical Center hanno addestrato il gruppo della memoria strategica attraverso la cosiddetta tecnica dei loci o del ‘Palazzo della memoria', una tecnica mnemonica antichissima che tuttavia ancora oggi risulta estremamente efficace per allenarsi, come suggeriscono i risultati dello studio. Il nome loci deriva dal latino e significa luoghi, proprio perché in questa tenica è necessario associare gli elementi da imparare a luoghi conosciuti. Solitamente si utilizzano la propria casa, un edificio o addirittura un quartiere molto noto; questi luoghi vengono mentalmente suddivisi e gli elementi da ricordare vanno associati a ciascun dettaglio delle ‘stanze', ad esempio il caminetto, la scrivania del computer e così via. Associando le parole alle immagini esse risultano molto più facili da ricordare e non è un caso che tutti i campioni di memoria si allenino con questa tecnica. I ricercatori olandesi hanno fatto allenare i partecipanti allo studio con i test di questo sito.

[Foto di Hans]