Per ridurre le emissioni ci CO2 nell'aria, dovremmo mangiare meno carne e più insetti. Questo è quanto sostengono i ricercatori della University of Edinburgh che hanno calcolato quale sia l'impatto degli allevamenti intensivi sul nostro Pianeta e lo hanno messo a confronto con quello degli insetti. I risultati dello studio, intitolato “Could consumption of insects, cultured meat or imitation meat reduce global agricultural land use?”, sono stati pubblicati sulla rivista Global Food Security. Andiamo per punti.

Allevamenti e inquinamento. Il 51% delle emissioni globali sono prodotte dalle mucche, una cifra che supera di gran lunga quelle di cui sono responsabili i mezzi di trasporto, che rappresentano infatti il 13% del totale. Questo cosa significa? Significa che gli allevamenti intensivi sono inquinanti e contribuiscono in gran parte all'innalzamento delle temperature e all'inquinamento ambientale. Per limitare gli effetti del mercato della carne, la scelta più rapida da prendere è quella di ridurre la quantità di cui ci nutriamo e sostituire le proteine ‘perse' con altre che possiamo assumere da altri alimenti. Ma quali?

Sostituti della carne. I ricercatori spiegano che potremmo ridurre di molto l'inquinamento anche solo riducendo del 50% l'attuale mix di alimenti derivati dagli animali e sostituendoli con prodotti vegetariani (soia), carne di laboratorio e…. insetti. Dimezzare il consumo di carne e derivati potrebbe liberare dagli allevamenti circa 1.680 milioni di ettari di terra (70 volte il Regno Unito) che potrebbero essere destinati ad altro.

Perché gli insetti. Se i cibi vegetariani riescono a sostituire la carne riducendone l'impatto sull'ambiente, la carne ‘cresciuta' in laboratorio in realtà non fa risparmiare rispetto, ad esempio, agli allevamenti di galline (per carne e uova). Ci sono però altri animali ‘convenienti': gli insetti, in particolare le larve dei vermi della farina e le cavallette adulte. Gli insetti possono essere allevati in maniera più efficiente rispetto agli allevamenti intensivi attuali, sono ricchi di grassi, proteine e micronutrienti, producono meno emissioni di gas serra e consumano meno acqua. Inoltre, a differenza delle mucche, sono completamente commestibili, non richiedono mesi e mesi di allevamento, ma possono essere mangiati a pochi giorni dalla nascita e si riproducono in gradi quantità.

Dubbi. Se effettivamente gli insetti sembrano essere degni sostituti della carne e una valida risposta all'inquinamento attuale che non è quasi più sostenibile, resta da capire se davvero in un futuro prossimo le persone, su larga scala, sceglieranno di nutrirsi di questi animali: non ci resta che aspettare per scoprirlo.