Era il coccodrillo di acqua salata più grande di cui si abbia mai avuto notizia, per questo, quando venne catturato nel settembre del 2010, in molti si mobilitarono per riuscire nell'impresa; da allora Lolong, questo il nome con cui venne ribattezzato, era diventato l'attrazione eco-turistica del parco acquatico delle Filippine in cui viveva, fino a pochi giorni fa quando è finito per cause che non sono ancora note.

Da un mese a questa parte, Lolong aveva iniziato a rifiutare il cibo, mentre il personale che si occupava di lui riscontrava un crescente gonfiore visibile all'esterno, in corrispondenza del suo stomaco. Adesso che è morto, il suo corpo, con tutta probabilità, verrà conservato affinché possa continuare ad essere esposto ed ammirato in tutta la sua enormità: questa, almeno, è la speranza di Edwin Elorde, il sindaco della città di Bunawan nella quale il coccodrillo fu preso dopo una caccia durata circa tre settimane, grazie all'ausilio di una dozzina di individui. Prima, però, sarà indispensabile condurre adeguate indagini ed esami autoptici per stabilire le cause del decesso del gigantesco rettile.

Con i suoi 6.4 metri di lunghezza e gli oltre 1000 chilogrammi di peso, Lolong poteva essere considerato a buon diritto un animale da record: le sue enormi dimensioni hanno fatto scendere dal podio dei Guinness World Records anche Cassius, coccodrillo in cattività in una fattoria del Queensland che misura 5.48 metri. Era stato catturato nel 2010 poiché considerato una minaccia per l'intera comunità: si sospettava, infatti, che fosse responsabile di diversi attacchi agli uomini e anche della morte di due persone. Un dato che, in verità, non è mai stato possibile verificare anche se la progressiva distruzione dell'habitat di questi grandi ed inquietanti rettili sta rendendo più frequenti gli avvicinamenti di tali predatori ai villaggi e ai centri abitati, anche nelle Filippine.