in foto: Rifiuti di plastica in mare

I nostri mari sono più inquinati di quanto pensiamo. A comunicarlo è Legambiente che, attraverso il progetto “Goletta Verde”, ci ricorda come l'immondizia di plastica stia invadendo il Mediterraneo tanto che si conta la presenza media di 32 rifiuti galleggianti per ogni chilometro quadrato, su 2.600 km di mare monitorati in 205 ore di osservazione tra il 2014 e 2015. La campagna di Legambiente riparte anche quest'anno per un viaggio che ha avuto inizio a Portovenere e ha raggiunto l'Isola d'Elba, passando da Olbia, Acciaroli, Ostia e l'Isola del Giglio.

Il mare con il più alto tasso di densità di immondizia è il Mar Tirreno con 51 rifiuti per chilometro quadrato di mare, al quale seguono l'Adriatico, con 34 rifiuti, e lo Ionio, con 33 rifiuti. Tra questi si conta che il 39% è costituito da teli, il 17% da buste di plastica, intere e frammentante, il 7% da cassette di polistirolo e frammenti, il 6% da bottiglie di plastica, il 5% da reti e lenze, il 2% da stoviglie di plastica. Non mancano altri rifiuti marini come la carta (54%), il legno manufatto (21%), i metalli (12%), la gomma (6%), i tessili (4%) e il vetro (3%). In generale, fanno sapere da Legambiente, l'immondizia proviene direttamente dalle nostre case e città, il 54%, mentre il 32% da attività produttive e industriali (settore della pesca).

Quando si parla di plastica in mare, il problema non riguarda solo i rifiuti galleggianti, ma anche, e forse soprattutto, quelli che finiscono sui fondali dei nostri mari che danneggiano pericolosamente gli animali che di morire in seguito alla loro ingestione.

Legambiente sottolinea inoltre il problema delle microplastiche, quelle cioè derivate dai cosmetici, dalle creme o dai dentifrici, non sono visibili ad occhio nudo, ma sono comunque pericolose.

Oltre ad avere un costo ambientale, le plastiche nei nostri mari hanno un costo economico vero e proprio che, a livello europeo, è pari a 476,8 milioni di euro che suddividono in 411,75 milioni di euro spesi per ripulire le spiagge e 61,7 corrispondenti al costo dell'impatto del settore pesca.