Il recente caso di Sofia, la piccola deceduta a Trento a causa della malaria, ha scosso l'opinione pubblica e puntato nuovamente i riflettori sul pericolo rappresentato dalle zanzare. Questi insetti sono infatti vettori di svariate patologie infettive, che ogni anno nel mondo provocano la morte di oltre 800mila persone. Si tratta di gran lunga degli animali più letali del pianeta; uccidono molto più dell'essere umano stesso – al secondo posto in questa poco lusinghiera classifica -, seguite a distanza siderale da specie ritenute universalmente più minacciose. Basti pensare ai serpenti, che uccidono circa 60mila persone ogni anno; ai coccodrilli che arrivano a mille o a tigri, meduse e squali, che si fermano rispettivamente a 50, 40 e poco meno di 10 decessi.

Non è ancora chiaro cosa sia successo realmente a Sofia, del resto sussiste anche l'ipotesi di un possibile contagio in ospedale legato al contatto con sangue infetto. Ma non si può escludere del tutto che a farla ammalare sia stata proprio la puntura di una zanzara anofele (Anopheles), specie responsabile della trasmissione della malaria e di altre patologie. Benché in popolazioni contenute, si tratta infatti di una zanzara che vive regolarmente in Italia, in particolar modo nelle aree litorali tirreniche, ma casi di malaria autoctoni, nel nostro paese, non si registrano da decenni. Dunque si tratta di un mistero da chiarire al più presto.

In attesa che l'inchiesta faccia luce su questa tragedia, non si può sottovalutare affatto il rischio rappresentato dagli insetti. A causa dei viaggi sempre più lunghi, frequenti e soprattutto veloci, nei mezzi di trasporto come navi e aerei – o addirittura nelle valigie dei turisti – è possibile che specie pericolose possano spostarsi agevolmente tra un paese e l'altro, colonizzando nuovi habitat favorite dai cambiamenti climatici. È ciò che è successo ad esempio con la zanzara tigre (Aedes albopictus), specie di origine asiatica ormai comunissima anche in Italia. Essa, a differenza della comune Culex pipiens, non del tutto innocua, è vettrice di varie patologie come febbre gialla, dengue, encefalite di St. Louis, Zika e chikungunya.

Se il temuto virus Zika, responsabile di gravi malformazioni ai feti, non ha fatto la sua comparsa in Italia, la chikungunya – una malattia febbrile acuta – fu al centro di una vera e propria epidemia nel 2007 in Emilia Romagna, legata a un paziente indiano tornato malato da un viaggio in patria. Casi di questa patologia, sporadici, si sono susseguiti negli anni successivi sia in Italia che in Francia; nel primo caso sono risultati tutti “esportati”, mentre oltralpe sono stati registrati anche contagi autoctoni.

Negli Stati Uniti è invece fortissima la preoccupazione per la specie Aedes aegypti, che ha cominciato a proliferare in aree dove non era mai stata vista prima, ad esempio in California e Nevada. Anch'essa è vettrice di diverse patologie infettive come la zanzara tigre. Non è un caso che in determinati porti e aeroporti vengano intraprese iniziative per arginare la diffusione di vettori pericolosi; in Inghilterra, ad esempio, ci sono vere e proprie stazioni di sorveglianza per impedire il passaggio della zanzara tigre, che ha già invaso diversi paesi dell'Europa meridionale. Un altro rischio deriva dal fatto che alcune specie di zanzara possano mutare nel corso del tempo, e diventare così vettrici idonee per patogeni ancor più virulenti e pericolosi per la salute pubblica. Si tratta di scenari verosimili e sempre più probabili a causa dei cambiamenti climatici, che agevolano nuovi adattamenti e diffusione delle specie nocive.

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