in foto: Topi nello spazio

Viaggiare nello spazio è un sogno che in questi anni si sta avvicinando sempre più alla realtà. Purtroppo però il nostro corpo non è completamente adatto a spostamenti di questo tipo. La microgravità comporta infatti una lunga serie di scompensi tra i quali la nausea è forse il più irrilevante, restare nello spazio per un tempo prolungato porta infatti, ad esempio, a perdita di massa ossea e muscolare. Per prevenire, o anche solo per conoscere meglio, queste conseguenze, i ricercatori stanno lavorando duramente, come dimostra lo studio intitolato “What happens to mouse hippocampal-dependent behavior and neurogenesis on the way to Mars? One small step for mousekind”, realizzato dal Southwestern Medical Centre.

La ricerca indaga gli effetti delle radiazioni spaziali, composte da particelle HZE, sui topi. Queste infatti, ormai si sa, possono essere dannose per gli astronauti sui quali agiscono riducendo le funzioni dell'ippocampo, la parte del cervello che si occupa della memoria a lungo termine e della navigazione spaziale, rischiando di compromettere il successo di un eventuale missione.

Per capire meglio come agiscano sull'ippocampo, gli scienziati hanno sottoposto un gruppo di topi, divisi tra adulti e giovani, a diverse sedute di radiazioni spaziali. Gli animali poi sono stati inseriti in due diversi contesti collegati al condizionamento alla paura all'interno dei quali sono state analizzate le loro reazioni. I dati raccolti hanno mostrato che i soggetti adulti miglioravano le proprie capacità in seguito all'esposizione ai raggi, mentre quelli giovani peggioravano.

Secondo i ricercatori sono necessari ulteriori studi per comprendere i reali effetti sull'ippocampo, ma si sospetta che, negli adulti, le radiazioni migliorino la capacità di svolgere un determinato compito, alterando il circuito del giro dentato e il tono inibitorio, e allo stesso tempo ne peggiorino la perfomance in altre aree.