Uno studio italiano coordinato dall'IFOM (Istituto FIRC di Oncologia Molecolare) e dall'Università degli Studi di Milano ha scoperto il meccanismo che permette alle cellule tumorali di proliferare nell'organismo, scatenando le metastasi che rappresentano la principale causa di morte legata al cancro. Per comprendere a fondo il funzionamento del flusso cellulare i biologi molecolari si sono avvalsi della collaborazione di fisici dei materiali, che hanno sviluppato un modello geometrico in grado replicare il comportamento di questi spostamenti collettivi.

Gli studiosi, come riportato dalla rivista Nature Materials, hanno scoperto che tali migrazioni vengono catalizzate dalla presenza di specifiche proteine, come la RAB5A che è solitamente associata al cancro alla mammella. Maggiore è il livello delle suddette proteine, più facilmente le cellule tumorali possono spostarsi all'interno dell'organismo, poiché esse in qualche modo spingono la massa cellulare solida a trasformarsi in un corpo fluido. La fluidità rende molto più pericolose le metastasi, dato che riescono a raggiungere e proliferare anche nei piccolissimi spazi interstiziali: “Con tecnologie di microscopia ottica ed elettronica – ha sottolineato il professor Giorgio Scita, autore principale dello studio e responsabile di una sezione dell'IFOM altamente specializzata – abbiamo potuto osservare sorprendentemente che un tessuto che dal punto di vista cinetico era silente e immobile, si sveglia in modo da generare nella massa cellulare delle correnti vorticose, rendendo il moto cellulare di nuovo fluido e scorrevole ma allo stesso tempo coordinato”.

I ricercatori hanno paragonato questi flussi cellulari a quelli delle folle sottoposte a condizioni di emergenza o a quelle di stormi di uccelli in pericolo. Riuscire a comprendere a fondo i meccanismi che trasformano i tumori solidi (i più diffusi) in masse fluide è una delle chiavi di volta per sconfiggere il cancro; il prossimo step della ricerca italiana sarà la realizzazione di un modello tridimensionale in grado di rappresentare con maggior efficacia lo spostamento del flusso. I dettagli dello studio sono stati pubblicati su Nature Materials.

[Foto di Herney]