In questi ultimi anni si parla molto di intolleranze alimentari che, se diagnosticate, permettono ai pazienti di perdere peso grazie alla non assunzione dell'alimento non tollerato. Purtroppo però, e lo dice la scienza, per quanto sarebbe bello dare la colpa dell'obesità ad un'intolleranza alimentare, non ci sono prove scientifiche a dimostrazione di questa correlazione: insomma, le intolleranze non incrementano o diminuiscono il grasso nel nostro corpo. A darne la conferma è uno studio realizzato da diversi ricercatori come spiegato dalla Società Italiana di Diabetologia che ha pubblicato il “Position Statement su Allergie, intolleranze alimentari e terapia nutrizionale dell’obesità e delle malattie metaboliche”.

Negli ultimi anni si sono moltiplicati i test utili a diagnosticare possibili intolleranze alimentari, cioè quelle “reazioni indesiderate ed improvvise scatenate dall’ingestione di uno o più alimenti, con sintomi molto simili alle allergie alimentari, caratterizzate da meccanismi non immunomediati e dose dipendenti”, che hanno portato alla proliferazione di diete di vario tipo che dimostrerebbe come l'assenza dell'alimento non tollerato possa permettere al pazienti di dimagrire. Ma è davvero così?

Pensare che l'obesità possa essere la conseguenza di un'intolleranza alimentare è scorretto da un punto di vista scientifico: come spiegano gli stessi ricercatori infatti, i regimi alimentari restrittivi basati su test di intolleranze per curare l'obesità sono privi di qualsiasi base scientifica e comportano solo una serie di possibili rischi nutrizionali per i pazienti stessi.

Insomma, per perdere peso è necessario abbandonare le scorciatoie delle diete restrittive o di quelle flash per avvicinarsi ad uno stile di vita sano ed equilibrato basato sulla sana alimentazione e l'attività fisica regolare.

[Foto copertina di Pezibear]