Nella vita, un po’ di sana pigrizia non guasta mai e questo è ovvio: il riposo è fondamentale per l’organismo e per la mente, aiuta a mantenere il buonumore e la forma fisica, purché naturalmente non si cada nell'eccesso. Ma l’idea secondo la quale abitudini più rilassate potrebbero addirittura avere un impatto positivo sui cambiamenti climatici in atto suona del tutto nuova: eppure è più o meno questa la tesi di una recente analisi che spiega come lavorare meno potrebbe aiutare a contrastare addirittura il tanto temuto riscaldamento globale.

Eppure, stando alle conclusioni di un nuovo studio presentato lunedì dal Center for Economic Policy and Research di Washington, pare proprio che, se tutti i Paesi del globo adottassero uno stile di vita “europeo” (come viene definito dagli stessi esperti) che preveda un numero limitato di ore lavorative ogni giorno e diverse settimane dedicate al riposo, il Pianeta ne guadagnerebbe in salute; e nemmeno poco. I dati degli studiosi, infatti, evidenzierebbero come il global warming ne uscirebbe sostanzialmente dimezzato ogni anno nei suoi effetti, se tutti i lavoratori del Pianeta avessero diritto ad un trattamento più simile a quello che spetta agli abitanti del Vecchio Continente (che in molti casi andrebbe definito anche semplicemente “umano”). Non a caso l’attenzione degli esperti era puntata soprattutto sulle emissioni dovute al carbone che, in Paesi come la Cina, costituisce ancora una delle fonti principali di energia, con conseguenze catastrofiche sulla qualità dell’aria e della vita dei cittadini.

«La relazione tra una minor mole di lavoro ed una quantità di emissioni meno elevata è complessa; tuttavia è chiaramente comprensibile come livelli più bassi di consumi possano ridurre la quantità di gas serra immessi nell'aria» ha spiegato il principale autore dello studio, l’economista David Rosnick: principalmente tale riduzione andrebbe messa in collegamento con la minore operatività di stabilimenti e luoghi di lavoro che consumano alti livelli di energia; e poi ci sono gli spostamenti frequenti e tante altre piccolissime (ed ovvie) operazioni legate al lavoro che danno tutte il proprio contributo alle emissioni nell'atmosfera. Nel migliore tra gli scenari delineati all'interno dell’analisi si vede, ad esempio, come diminuire appena dello 0.5% per il 2013 la mole di ore lavorative degli statunitensi sarebbe già un primo indispensabile passo per scongiurare il pericolo dell’innalzamento delle temperature che, secondo numerosi studi condotti negli ultimi anni, andrebbe stimato intorno allo 1.3° Celsius. Insomma, senza dubbio, una soluzione buona che potrebbe andare bene a tutti: e forse per questo, destinata ad essere dimenticata presto.