in foto: Il coccodrillo lacrima ma non per rimorso

Il mondo animale è talmente vasto che non possiamo sapere tutto. Esistono però convinzioni che ci portiamo avanti da quando siamo piccoli che in realtà sono solo luoghi comuni cui provenienza spesso è ignota.

Lacrime di coccodrillo.

Un celebre detto recita “Piangere lacrime di coccodrillo”, quando per esempio una persona finge di essere interessata ad un fatto triste, insomma è associato agli ipocriti. Si dice infatti che i coccodrilli piangano dopo aver ucciso e mangiato le loro prede. Prima le ammazzerebbero per poi dispiacersi: pure ipocrisia! La realtà dei fatti è ben diversa. I coccodrilli versano effettivamente lacrime dopo aver mangiato (e non solo), ma questo perché espellono il salino che hanno intorno agli occhi, di cui si cibano farfalle e api.

La pigrizia della cicala.

La pigrizia della cicale è puro istinto riproduttivoin foto: La pigrizia della cicale è puro istinto riproduttivo

A tutti è nota la storia della cicala e della formica, una lavativa destinata a morire di fame e l'altra lavoratrice pronta a godersi l'inverno. Quella di Esopo però è e resta una favola. Il canto delle cicale, simbolo del loro essere ‘nulla facenti' nel racconto, è il loro richiamo sessuale per le femmine, a lungo corteggiate prima di accoppiarsi. Il classico accompagnamento musicale estivo è dunque un grande lavoro volto alla creazione di nuovi eredi che, a dirla tutta, passano gran parte del loro tempo sotto terra dove, quando sono ancora larve, si impegnano a cercare il loro nutrimento.

Gli orsi vanno in letargo.

Il sonno profondo ingannatore degli orsiin foto: Il sonno profondo ingannatore degli orsi

Il famoso letargo degli orsi è una bufala. È arrivato l'inverso e il grosso mammifero si rintana nelle piccole grotte naturali ricavate nel terreno, lì si addormenta in quello che, a dirla tutta, è un semi-letargo, uno stato di rilassamento e sonno profondo che però non è un vero e proprio letargo, che invece prevede un completo distacco della termoregolazione per permettere una riduzione del consumo calorico. Capita infatti, durante la stagione fredda, che l'orso si svegli ed esca dalla tana, per brevi periodi e nelle ore più calde della giornata.

Sei un gufo.

Animali notturni come il gufo sono etichettati come porta sfortunain foto: Animali notturni come il gufo sono etichettati come porta sfortuna

Che sfortuna credere alla sfortuna, si finisce per rimanere bloccati dentro un circolo vizioso, com'è capitato al povero gufo accusato di essere portatore di sventure. Il motivo? Ai tempi della diffusione del cristianesimo in Europa, i gufi erano considerati la reincarnazione degli spiriti per i pagani, nemici dei vescovi. La loro immagine fu ribaltata e diventarono incarnazioni del demonio in quanto animali notturni, opposti a quelli diurni, come la colomba, simbolo della purezza. Insieme al gufo, anche altri animali crepuscolari divennero emblemi di malaugurio e morte, ad esempio i gatti neri.

Sei uno sciacallo.

Lo sciacallaggio associato ingiustamente a questo canidein foto: Lo sciacallaggio associato ingiustamente a questo canide

Ladro infame, questo è lo sciacallo. L'animale che si nutre di carogne è ben presto diventato simbolo di morte. Il dio egizio Anubi, signore della morte e dell'oltretomba, veniva infatti rappresentato con la testa di uno sciacallo. Non tutti forse sanno che questo canide è anche un predatore che si nutre di piccoli animali, cui società ruota intorno ad una coppia monogama che gestisce il territorio, insomma, un ‘semplice' cacciatore che non ruba, ma si nutre degli scarti di altri e, proprio per questo, dovrebbe essere visto positivamente.

L'elefante e il topo.

I cartoni animati e la paura dei topi degli elefantiin foto: I cartoni animati e la paura dei topi degli elefanti

La realtà animale parallela creata dai cartoni animali a volte ci induce a credere a false verità, come ad esempio quella che vorrebbe gli elefanti intimoriti dai topi. La reazione dei grandi mammiferi di fronte ai piccoli roditori, barriti e movimenti delle zampe, sembrerebbero scaturire più dalla curiosità che dalla paura. A dare il via a questa leggenda potrebbero essere stati anche i romani che, in una delle battaglie contro Pirro, riuscirono a mettere in fuga i suoi elefanti dando fuoco ad alcuni maiali coperti di pece, molto più piccoli di loro.

Attenti al lupo!

Tra l'uomo e il lupo è difficile dire chi sia il vero predatorein foto: Tra l'uomo e il lupo è difficile dire chi sia il vero predatore

Cappuccetto rosso ha fatto scuola: il lupo è un animale cattivo. Nella realtà dei fatti, questo canide non ha alcun interesse ad aggredire l'uomo, preferendo semmai le prede da noi allevate. Schivo e timido, questo animale è diventato una preda a sua volta. Ogni anno, in Italia, sono infatti 150/200 (sui 1.000 presenti nel nostro paese) gli esemplari che vengono uccisi dai bracconieri.

Il toro e il colore rosso.

La corrida sarebbe la stessa senza il rosso dei mantelliin foto: La corrida sarebbe la stessa senza il rosso dei mantelli

Quanti di noi credono che indossando una camicia rossa le probabilità di essere aggrediti da un toro aumenterebbero? Sfatiamo subito questo mito dicendovi che gli occhi del toro non sono in grado di percepire il colore rosso. Una grandissima bugia insomma girerebbe intorno all'odio che il toro proverebbe verso questo colore. Infatti ciò che rende suscettibile il mammifero è il movimento del mantello, quindi, se proprio avete timore di essere aggrediti da un toro, indossate abiti aderenti.

L'incantatore di serpenti.

La sordità dei serpentiin foto: La sordità dei serpenti

Sapevate che i serpenti sono sordi? Anzi, per correttezza, non hanno alcun apparato fisico utile a recepire onde sonore e tradurle in suoni. Insomma, l'incantatore di serpenti non attira il rettile fuori dalla cesta grazie al dolce suono emesso dalla strumento, come cerca di farci credere, bensì attraverso le vibrazioni che vengono percepite da apposite terminazioni nervose.

Il cervello del dobermann.

Ogni razza di cane ha la sua leggenda così anche il Dobermannin foto: Ogni razza di cane ha la sua leggenda così anche il Dobermann

Erano gli anni '90 quando il mito del ‘cervello esplosivo' del Dobermann spaventava tutti i bambini. Le leggende narravano di cani, appartenenti a questa razza, impazziti a causa di un eccessivo sviluppo della massa cerebrale che, compressa nella scatola cranica, portava l'animale alla pazzia e ad aggressioni imprevedibili. Presto il mito fu sfatato, anche perché una costrizione tale provocherebbe grossi problemi motori e sensoriali che non renderebbero possibile un'aggressione.

[Foto di Jordi Font]