Siamo stati fortunati. Quello che ieri mattina è avvenuto in Russia, nella provincia di Chelyabinsk, nell’area degli Urali, a 1500 chilometri da Mosca, è un evento rarissimo che avrebbe potuto avere conseguenze molto più gravi. La comunità scientifica ha subito iniziato a lavorare per comprendere cosa sia effettivamente successo, quale fenomeno abbia provocato quell’apocalittica pioggia di meteoriti che ha illuminato il cielo di diverse città russe provocando oltre 1000 feriti per i danni prodotti dall’onda d’urto dell’esplosione avvenuta nella bassa atmosfera. E, diversamente dalle prime stime, emerge che in effetti non si è trattato, come si immaginava inizialmente, di una pioggia di piccoli meteoriti, ma dell’impatto di un asteroide vero e proprio. Dimensioni contenute certo, nulla di catastrofico, ma pur sempre 1/3 di quelle dell’altro asteroide che ci ha sfiorati la sera stessa, toccando il record storico (almeno da che esistono i rilevamenti dei NEO, i Near Earth Objects) del corpo che più si avvicinato alla Terra. A quanto sembra, inoltre, una correlazione tra i due asteroidi non è da escludere.

Cade meteorite in Russia

Potenza di 500 chilotoni – Secondo infatti quando ha reso noto la NASA nell’ultimo suo aggiornamento, la grandezza stima dell’oggetto prima del suo ingresso nell’atmosfera terrestre era di ben 17 metri di diametro, e il suo peso è passato da un’iniziale stima di 7000 a una nuova di 10.000 tonnellate. Quello che più colpisce, tuttavia, è la nuova stima riguardo la potenza dell’evento. L’esplosione avvenuta nella bassa atmosfera, filmata tra l’altro da alcuni cittadini russi con le proprie videocamere, è stata stimata essere di circa 500 chilotoni. Ben 30 volte la potenza della bomba atomica che ha distrutto la città di Hiroshima nel 1945. “Queste nuove stime sono state ottenute grazie ai nuovi dati raccolti da cinque stazioni a infrasuoni dislocate intorno al mondo: la prima registrazione dell’evento è stata in Alaska, oltre 6500 chilometri da Chelyabinsk”, spiega la NASA.

L'evento più potente dal 1908 – Un evento di questa grandezza avverrebbe una volta ogni 100 anni. Si tratta quindi dell’impatto del più grande asteroide da oltre un secolo, per la precisione dal più famoso evento di questo tipo registrato nei tempi moderni, quello che colpì la regione disabitata di Tunguska, in Siberia, nel 1908. Secondo il fisico italiano Massimo Auci, direttore della rivista Gravità zero, non è inoltre da escludere una correlazione con l’asteroide 2012 DA14 che ci ha sfiorati la scorsa sera. Auci sostiene che tale corpo, proveniente dalla fascia tra Marte e Giove e uscito da quell’orbita in seguito a impatti con altri asteroidi o a interferenze gravitazionali prodotte dal passaggio di comete, potrebbe essere stato seguito da corpi più piccoli. “In questo caso è possibile che i frammenti prodotti  nell'urto iniziale (forse tre) abbiano seguito traiettorie diverse ma vicine: il frammento maggiore, il più visibile, l'asteroide 2012DA14, avendo un'inerzia maggiore ha continuato, seppur deviato gravitazionalmente, lungo la sua orbita, mentre gli altri due sotto l'influenza gravitazionale terrestre, seguendo traiettorie differenti apparentemente incompatibili, sono stati catturati impattando con l'atmosfera”, spiega il professor Auci, che collega all’evento in Russia anche il bolide avvistato sui cieli di Cuba.