Durante una passeggiata nei pressi della sua casa in Ogden, nello Utah, Todd May avrebbe rinvenuto quel che sembrerebbe il fossile di una testa mummificata di Bigfoot. E' possibile infatti che animali preistorici, prima di subire il processo di fossilizzazione, subissero quello di mummificazione. E' molto difficile rinvenire fossili di animali precedentemente mummificati, ma non impossibile. Scoprire un reperto in tale stato riguardante un Bigfoot sarebbe una scoperta difficile da far passare inosservata. Tuttavia non risulta pubblicata in alcuna rivista di settore, né sulle testate più autorevoli.

Quel giorno Todd si sentì attratto da qualcosa. Si trattava di un oggetto di circa 34 chili. Per lui non ci sono dubbi: è un Bigfoot. Sfugge evidentemente a chi divulga la notizia, che occorrono milioni di anni perché si compia il processo di fossilizzazione. Il Bigfoot viene chiamato anche Sasquatch, è una creatura leggendaria e scimmiesca che appartiene alla tradizione americana. Se la storia di Todd fosse vera dovremmo buttare all'aria tutta la paleontologia. Non sarebbe difficile: basterebbe sottoporre ad esame, da parte di esperti, quella che fino a prova contraria sembrerebbe una roccia che somiglia vagamente ad una testa di ominide. In poche parole dovremmo poter escludere con estrema certezza la pareidolia, fenomeno di cui ci siamo già occupati.

Il teschio alieno. Analizzando i precedenti di Todd non possiamo fare a meno di notare che qualcosa non va. Nel 2012 è stato già sottoposto a debunking un'altra sua sedicente scoperta, riguardante una roccia spacciata per teschio alieno. In questo caso il fraintendimento di particolari tipi di rocce risulta ancor più lampante.

La riscoperta del Bigfoot. La nostra perplessità aumenta nel constatare che anche la presunta scoperta della testa di un Sasquatch non è nuova. Il video rilanciato recentemente su YouTube riprende infatti una vecchia bufala del 2013. Come protagonista troviamo sempre il buon Todd, con la medesima roccia. Solo una coincidenza?