in foto: Immagine copyright Mark A. Garlick – Università di Warwick

La Terra, detto anche Pianeta Azzurro per via delle grandi quantità d’acqua che ricoprono la sua superficie, potrebbe non essere il solo nel Cosmo ad avere questa speciale caratteristica. A sostenerlo è un’equipe di ricercatori della University of Warwick che ha pubblicato un proprio studio sul Royal Astronomical Society. Gli astrofisici, guidati dal professor Roberto Raddi, ritengono che asteroidi e comete abbiamo approvvigionato allo stesso modo tantissimi altri pianeti, magari oggi sconosciuti perché lontani da noi. La prova, di fatto, sarebbe già stata trovata. Basta osservare asteroidi e comete presenti nel Sistema Solare per rendersi conto che l’acqua non è poi così rara.

L'acqua e la stessa vita potrebbero esser più comuni del previsto. "Possiamo asserire con un buon margine di certezza – ha evidenziato Raddi – che i corpi celesti ricchi d’acqua trovati nel nostro Sistema sono ben più frequenti di quanto ipotizzato finora. La Terra, inizialmente, era un luogo arido: l’acqua è arrivata in un secondo momento, trasportata da comete e asteroidi che si sono schiantati sulla superficie”. Secondo l’esperto, inoltre, la stessa vita è stata veicolata a bordo delle comete.

Le prove individuate su una lotana nana bianca. Servendosi del William Herschel Telescope installato nelle isole Canarie, gli astronomi dell'Università di Warwick hanno osservato la presenza idrogeno e ossigeno nell'atmosfera di una nana bianca, nota con il nome in codice "SDSS J1242 + 5226". Le grandi quantità rilevate fanno pensare che l’acqua contenuta sulla stella sia giunta a cavallo di un asteroide di dimensioni simili a Ceres, il più grande individuato nel sistema solare. "La quantità di acqua trovata su "SDSS J1242 + 5226″ – ha commentato Raddi – è pari al 30-35% degli oceani presenti sulla Terra".

Comete ricche d'acqua sono abbastanza comuni. "L'ossigeno – ha detto il professor Boris Gänsicke, co-autore della ricerca – è un elemento relativamente pesante, e scomparirà, affondando, poco tempo dopo l’impatto di un ipotetico asteroide. Al contrario, il più leggero idrogeno, continuerà a galleggiare sulla superficie della nana bianca, dove può essere facilmente rilevato. Ci sono molte nane bianche che contengono grandi quantità di idrogeno nelle loro atmosfere, e questo studio ci suggerisce che gli asteroidi e le comete ricche di acqua che orbitano accanto alle stelle sono abbastanza comuni”.