1,284 nuovi pianeti. E’ una scoperta sensazionale quella fatta  da Kepler, il telescopio spaziale che da vari anni osserva una porzione dell'Universo alla ricerca di pianeti extrasolari (esopianeti). “Con questo annuncio il numero di pianeti confermati da Kepler sono più che raddoppiati”, ha detto Ellen Stofan, scienziato capo della NASA a Washington. “Ora possiamo davvero sperare che da qualche parte là fuori, attorno ad una stella molto simile alla nostra, ci sia davvero un'altra Terra”. Per gli oltre mille elementi individuati, la probabilità di essere un pianeta è superiore al 99 per cento, cioè il minimo necessario per ottenere lo status di "pianeta" vero e proprio. Di questi 550 potrebbero essere simili alla Terra.

Da quando è stato lanciato, Kepler si è reso protagonista di importanti passi avanti nell’individuazione e nella comprensione degli esopianeti. Nel luglio scorso, ad esempio, era stata la volta del pianeta Kepler 452b, una ipotetica Super Terra che orbita nella cosiddetta ‘fascia di abitabilità’, cioè l’area in cui è teoricamente possibile trovare l’acqua allo stadio liquido, fondamentale per lo sviluppo della vita. In particolare, 452b ruota intorno alla stella di classe G Kepler-452, distante 1400 anni luce dalla Terra.

Il telescopio spaziale intercetta i pianeti extrasolari grazie al sistema dei transiti (o occultazione). In poche parole, punta una stella e analizza possibili variazioni nella sua luminosità. Se quest’ultima varia con regolarità, è probabile che un grande corpo celeste, come un pianeta, possa orbitare intorno alla stella stessa. Dal suo lancio in orbita nel 2009 Kepler ha individuato oltre un migliaio di esopianeti. Ai 2.000 finora noti si aggiungono ora gli oltre 1.200 scoperti dal telescopio spaziale e annunciati oggi dalla Nasa in una conferenza stampa. Degli oltre 5.000 candidati pianeti, il cui "status" non è ancora stato confermato, quelli che sicuramente sono mondi in orbita intorno ad altre stelle sono più di 3.200, dei quali 2.325 sono stati scoperti dal telescopio spaziale Kepler.“Prima che il telescopio spaziale Kepler venisse lanciato, non sapevamo se esopianeti fossero rari o comuni all’interno della galassia. Grazie a Keplero e allla comunità di ricerca, ora sappiamo che nell’universo potrebbe esserci più pianeti che stelle”, ha detto Paul Hertz, direttore della divisione Astrofisica della NASA.