La notizia che la pasta non fa ingrassare potrebbe rallegrare ancor più del Natale tutti quei “pastariani” che da anni si sentono ripetere che l'alimento che meglio rappresenta la cucina italiana è responsabile del loro girovita. Secondo una ricerca dell'I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli, intitolata “Association of pasta consumption with body mass index and waist-to-hip ratio: results from Moli-sani and INHES studies” e pubblicata su Nutrition & Diabetes, la pasta non solo non sarebbe la causa dell'obesità di alcune persone, ma, addirittura, sarebbe in grado di ridurne l'indice di massa corporea. Ma come è possibile?

Per giungere a questa felice, lasciatecelo dire, conclusione, i ricercatori hanno preso in esame 23.000 persone raccolte da due diversi studio condotti però dallo stesso dipartimento. I soggetti rientranti nello studio “Moli-sani”, 14.402 in tutto, erano provenienti dal Molise, mentre quelli dell' "INHES", 9.319 in tutto, erano provenienti da tutta Italia. Ai volontari è stato chiesto di rispondere ad una lunga serie di questionari utili a comprendere, innanzitutto, le loro misure, così da poterle monitorare, e le abitudini alimentari, quindi quando, quanto cosa mangiano. Durante la fase di test, ai partecipanti è stato chiesto di annotare tutto ciò che mangiavano e bevevano, sia come tipologia alimentare che come quantità.

I dati raccolti sono stati analizzati da un sistema che ha permesso di scoprire che il consumo di pasta, regolato dagli scienziati secondo le necessità del corpo, ha portato ad una diminuzione dell'indice di massa corporea dei partecipanti. Questo dimostrerebbe che eliminare la pasta dalla propria dieta è scorretto poiché una giusta porzione di questo alimento agevola la perdita di peso.

Ovviamente quando si parla di consumo di pasta non ci si riferisce a 2 etti di spaghetti super conditi, ma di porzioni adatte al proprio fabbisogno quotidiano. Quindi attenzione con l'entusiasmo e con le quantità.

[Foto copertina di ponce_photography]