in foto: Olympus Mons su Marte, con i suoi 25 km di altezza, è il rilievo più alto di tutto il Sistema solare

E' per antonomasia il "Pianeta rosso" e invece in passato potrebbe essere stato bianco. Il Geophysical Research Letters ha pubblicato la ricerca della Brown University, secondo la quale Marte potrebbe essere stata coperta in parte di neve ed essere stato oggetto di piogge. Questa volta la scoperta non è stata fatta dal rover Curiosity, che a settembre aveva "provato" che su Marte un tempo doveva scorrere dell'acqua, né di un telescopio spaziale come l'HiRSE che aveva rilevato la presenza di un oceano. I ricercatori, analizzando le dorsali montuose, hanno simulato i movimenti dell'atmosfera di Marte su modelli d'avanguardia di circolazione dell'aria. Nell'ipotesi di partenza è stata inserita la presenza di elementi che oggi non rientrano più nell'atmosfera. La simulazione ha evidenziato la presenza di precipitazioni orografiche, causate dalla risalita sulle dorsali montuose di venti umidi che, in cima, addensavano nubi sufficienti a causare precipitazioni di acqua o neve. Marte non manca, del resto, di monti necessari alla fase ascendente dei venti, basti pensare al Monte Olimpo con i suoi 25 chilometri di altezza (foto in alto). La ricerca della Brown University fornisce nuovi dettagli su un pianeta che, per il suo passato, si mostra sempre più simile alla Terra, con i suoi fiumi, la sua acqua potabile, i suoi oceani e le sue piogge.