E siamo arrivati a 45. Quarantacinque giornate dedicate al nostro Pianeta da salvare da quando, nel 1970, le Nazioni Unite promossero per la prima volta questo evento globale con l’obiettivo di evidenziare il più possibile la necessità di salvaguardare le risorse. Forse i tempi allora erano diversi, si respirava un idealismo che oggi ci è in parte ignoto. Sulla scia di un decennio che aveva visto scendere nelle piazze tutti, per reclamare i propri diritti o per chiedere con determinazione la fine di un’assurda guerra nel Vietnam, una fuoriuscita di petrolio in California spinse le autorità americane a riflettere sulla possibilità di divulgare un messaggio ormai essenziale: la Terra è casa nostra e, in quanto tale, va difesa poiché dal suo stato di salute dipende la nostra stessa sopravvivenza. Si scelse di dedicare anche un evento specifico all'argomento e nacque così la Giornata della Terra, da celebrare un mese e due giorni dopo l’equinozio di primavera.

in foto: La Terra in un'immagine NASA

Il tema scelto per quest'anno è ambizioso e denota, quanto meno, un tentativo di ottimismo che potrebbe far bene alla vecchia Terra: sarà un effetto positivo del fatto che nel 2014 le emissioni di anidride carbonica non sono aumentate? O i progressi che il buco dell'azoto ha fatto registrare da quando gli Stati del mondo hanno collaborato tutti assieme per mettere al bando i gas CFC che stavano assottigliando lo strato? O ancora la notizia che Cina e USA hanno finalmente intenzione di lavorare per l'interesse collettivo? Fatto sta che lo slogan per l'Earth Day 2015 ci ricorda che adesso è il nostro turno per portare avanti la sfida di un progresso finalmente diverso.

Questo – si legge – potrebbe addirittura essere il più emozionante anno nella storia dell'ambiente: l'anno in cui la crescita economica e la sostenibilità di stringono la mano. L'anno in cui i Capi di Stato di tutto il mondo (o quasi) finalmente metteranno a punto un trattato vincolante. L'anno in cui cittadini ed organizzazioni inizieranno a liberarsi dalla schiavitù dei combustibili fossili in favore di energie provenienti da fonti rinnovabili (pensiamo al Costa Rica… Anche se purtroppo quello è proprio un caso a parte!). Ma per portare il mondo su una strada migliore di quella attuale è necessario che in tanti diamo il buon esempio dimostrando che è una volontà comune quella di dimostrare il nostro amore verso il Pianeta che è la nostra casa: e «non c'è posto più bello della propria casa», no?

Un Pianeta sofferente.

Dobbiamo infatti ricordare che la situazione del Pianeta resta complessa nella misura in cui il clima "impazzito" pesa soprattutto su ecosistemi fragili e che, negli ultimi anni, stanno modificando drammaticamente il proprio assetto (vedi i ghiacciai). D'altro canto modificare radicalmente l'economia del globo è uno sforzo che richiede tempo, impegno e volontà: e sono ancora pochissimi gli Stati che ci si dedicano attivamente. Inoltre le risorse naturali (pensiamo ai pesci nei mari) si stanno gravemente assottigliando e questo pone delle grosse ipoteche sul nostro futuro. Insomma il nostro impegno quotidiano per venire incontro alle esigenze del Pianeta sarà solo una goccia nel mare ma questa non può essere una buona ragione per disinteressarci della causa dell'ambiente: ed è bene che lo ricordiamo oggi e ogni giorno.